L’incontro tra cittadini e amministrazione sul centro storico ha lasciato un diffuso senso di delusione per la mancanza di risposte concrete. Ora è necessario aprire un confronto serio con i cittadini per costruire una proposta credibile e condivisa per il futuro di Portoferraio. Questo in estrema sintesi l’intervento di Massimo Scelza segretario PD di Portoferraio. Questo il testo integrale:
Ho partecipato ieri, come avevo fatto il martedì precedente alla Gran Guardia, all’incontro tra i cittadini, gli esercenti del centro storico e l’amministrazione comunale di Portoferraio, tenutosi nella sala Nello Santi del centro culturale De Laugier. Non so in quanti, credo in molti, abbiano avuto lo stesso mio sentimento di sconforto nell’ascoltare le (mancate) risposte degli amministratori. L’impressione era quella di parlare con un passante che, capitato per caso, ascoltava per la prima volta i cittadini. Eppure un incontro simile il sindaco ed i suoi assessori lo avevano dovuto affrontare circa un anno fa. Gli avverbi più usati sono stati “purtroppo” e “per fortuna”. L’amministrazione è parsa inerme di fronte agli eventi che sembrano averla travolta. Non oppone nessuna resistenza. Il tempo utilizzato, il futuro: “faremo”, “vedremo”, “lavoreremo”. Mai un “abbiamo fatto” o “stiamo facendo”. Mai. Poi l’attacco continuo alla vecchia giunta, incomprensibilmente assente in toto e che pare ormai aver abdicato alla difesa della propria onorabilità, cui sembra addossarsi tutta la responsabilità delle difficoltà odierne. Questo nonostante Nocentini presenti come suoi progetti di restauro trovati “pronti” come quello dell’arsenale delle Galeazze o basi tutta la sua azione sull’operato della Cosimo De’ Medici che, non va dimenticato, fu letteralmente salvata da Zini e la sua amministrazione, che superò il conflitto con il comune di Portoferraio e la rifinanziò, pur con il voto non favorevole delle opposizioni. Il sindaco si è riproposto di “verificare” quanto lamentato dagli intervenuti con la programmazione di decine di sopralluoghi e proponendo, su sollecitazione di Francesco Semeraro, una commissione per il centro storico “formata da due amministratori e due commercianti più qualche cittadino”. Anche in questo caso va ricordato che il comune di Portoferraio ha (dopo le innumerevoli richieste delle opposizioni) istituito ben quattro commissioni permanenti, alcune delle quali neanche mai convocate: è proprio necessario istituirne un’altra che farà la stessa fine? Per tutto l’incontro è montato in me un sentimento di frustrazione e rabbia. Sì, perché, qualcuno l’aveva ricordato nella riunione alla Gran Guardia, una buona parte di responsabilità, se i portoferraiesi si sono rivolti a questa compagine scompaginata, è proprio nostra.
Nostra, perché non ci siamo fatti evidentemente capire, perché non siamo stati in grado di soddisfare appieno i bisogni e le necessità dei cittadini negli anni in cui abbiamo governato, nostra perché non abbiamo avuto la capacità di rilanciare un’idea di città che fosse percepita come appetibile, perché non siamo stati capaci di trovare una quadra per una proposta unitaria di quelle che oggi sono opposizioni, per evitare la cronaca di questa morte annunciata.
A questo punto non basta più mostrare l’ormai palese inadeguatezza di chi amministra pro tempore la città. Serve una proposta credibile.
Non intendiamo sottrarci a nessun confronto che anzi riteniamo auspicabile. Stiamo da tempo lavorando a tre proposte strategiche sui temi della cultura, del sociale e dello sviluppo urbanistico della città che proveremo a trasformare in iniziative tematiche. Credo che si possa e si debba, alla luce delle importanti criticità che sono state sollevate nei due incontri alla Gran Guardia e alla De Laugier, aprire un dialogo e confrontarci su un progetto complessivo per il centro storico di Portoferraio e ci rendiamo disponibili da subito a questo dibattito con i cittadini, se lo riterranno utile come lo riteniamo noi.
Massimo Scelza

