Il commissario per il problema ungulati è indispensabile

di Comitato Pro Rocco e il Comitato spontaneo emergenza "Nord-Ovest"

Il Comitato Pro Rocco e il Comitato spontaneo emergenza “Nord-Ovest” inviano in redazione per conoscenza una lettera, con il fine di sollecitare, con estrema urgenza, la designazione di un Commissario ad acta per l’annoso problema degli ungulati all’Elba; la morte di un nostro concittadino – dicono i firmatari -, i numerosi feriti, i danni materiali ed ambientali e non ultimo le limitazioni alle libertà elementari di molti residenti, non sono piu’ sopportabili da un territorio non vocato a questo tipo di animale.

Ecco il testo e i destinatari dello scritto:

Al Sottosegretario di Stato Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica Sen. Claudio Barbaro
Capo Segreteria De Concillis De Ioro Ettore
Al Sottosegretario di Stato Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare
e delle Foreste Sen. Patrizio Giacomo La Pietra
Al Vice Capo di Gabinetto Ministro dell’ambiente e della Sicurezza Energetica Dott. FabioTancredi
Al Presidente Regione Toscana Eugenio Giani
Al Vicepresidente Mia Diop
All’assessore all’ambiente, economia circolare, bonifiche e protezione dai cambiamenti climatici
Regione Toscana David Barontini
All’assessore alla Salute e politiche sociali
Regione Toscana Monia Monni
All’Assessore all’economia, attività produttive, politiche del credito, turismo e agricoltura
Leonardo Marras
All’Assessore alle infrastrutture, trasporto pubblico, urbanistica e governo del territorio Filippo Boni

OGGETTO: Comitato Pro Rocco e Comitato spontaneo di cittadini “Emergenza Nord- Ovest” – richieste interventi urgenti
La popolazione del versante Nord-Occidentale dell’Isola si trova costretta, ulteriormente, a rivolgersi ai soggetti destinatari della presente missiva per manifestare la propria esasperazione riguardo l’emergenza ungulati: cinghiali, capre selvatiche e soprattutto mufloni, insostenibile e in continua evoluzione nella sua gravità.
Quando fu costituito il PNAT queste specie, non autoctone, erano già presenti sull’isola e all’epoca erano pochi esemplari; con la perimetrazione avvenuta, la caccia all’interno di detta area divenne competenza dell’ente parco, quindi con una inefficace attività di controllo e abbattimento, si è assistito ad una progressiva crescita numerica di detti animali (ricordiamo che la loro crescita è esponenziale).
Sono decine di anni che è chiesta la risoluzione del problema, sia all’interno dell’area protetta che al suo esterno, ma finora le misure poste in atto per il contenimento delle due specie animali si sono rivelate del tutto inefficienti fino all’evento luttuoso del maggio 2025
VISTO
che già nel 2008 il Presidente della Comunità del PNAT, inviò all’allora presidente del PNAT, del presidente della Provincia di Livorno e, per presa conoscenza, al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare un documento di cui riportiamo il testo :
“Oggetto: Cinghiali e mufloni all’Isola d’Elba – Richiesta di provvedimenti
La presente per confermare che i danni causati dai cinghiali e mufloni nonostante l’impegno dell’Ente Parco al contenimento delle specie, perseguito con appositi piani, che ha portato alla cattura di circa 750 cinghiali (circa il doppio rispetto agli anni passati) e all’abbattimento, per la prima volta, di 130 mufloni, non sono affatto diminuiti, anzi si assiste da tempo ad una continua crescita. Dette specie, introdotte nell’isola circa 30 anni or sono, per esigenze e scopi diversi, sono talmente aumentati nel numero che a tutt’oggi rappresentano una vera e propria calamità, con gravi danni per la biodiversità naturale e per l’assetti idrogeologico dell’isola e questo nonostante gli sforzi compiuti nel tempo dal PNAT e dalla Provincia di Livorno. Forte e diffuso è ormai il senso di frustrazione delle popolazioni residenti che chiedono da tempo di procedere all’individuazione di soluzioni rapide, efficaci e durature per contenere gli effetti di ciò che è comunemente definito un vero e proprio flagello. La Comunità de Parco, nell’assemblea del 12 luglio scorso, discusse dello stato di emergenza ambientale conseguente all’eccessiva prolificazione dei cinghiali e mufloni pronunciandosi, all’unanimità, per l’eradicazione delle specie.
PC Al Commissario Parco Nazionale Arcipelago Toscano Matteo Arcenni
Al Presidente della Provincia di Livorno Sandra Scarpellini
Al Sindaco Del Comune Di Marciana Simone Barbi

Poiché è chiaro che il problema, proprio per le dimensioni assunte, anche al di fuori, tra l’altro,dei territori ricadenti nel perimetro dell’area protetta, difficilmente può essere risolto con i soli mezzi del Parco, ma è necessaria una sinergia tra più soggetti, con la presente propongo ai Presidenti […] di attivare un “tavolo operativo”, al quale invitare tutti gli Enti Locali interessati, allo scopo di individuare strategie condivise e concrete azioni da mettere in atto.”
VISTO
che mufloni e cinghiali provocano gravissimi danni alla biodiversità e all’agricoltura, aggravano notevolmente il rischio di dissesto idrogeologico, ledono l’incolumità pubblica, provocano un grave rischio per la sicurezza stradale, creano una vera e propria emergenza igienico sanitaria e un grave danno economico.
Queste due specie alloctone sono altamente impattanti sulla biodiversità e stanno provocando danni, forse irreparabili, al delicato ecosistema di un ambiente chiuso come è quello dell’isola e ad una agricoltura dove la particolare conformazione del territorio rende impossibili coltivazioni agevoli. I muretti a secco, presidi storico/culturale, presenti da tempo immemorabile nell’isola, soprattutto nel versante nord-occidentale, che rendevano possibile l’agricoltura anche su terreni scoscesi e che avevano e avrebbero ancora un ruolo strategico per la gestione del territorio soggetto a frane e smottamenti, sono ormai quasi completamente scomparsi e quei pochi che restano devono essere mantenuti quasi quotidianamente.
La presenza degli ungulati peggiora la situazione di un territorio che, per conformità fisica, è soggetto a dissesto idrogeologico, come testimoniano le piccole o grandi frane avvenute in passato e anche recentemente, non solo distruggendo i muretti a secco, ma creando profonde buche, smottamenti del terreno, sradicando piante e arbusti, facendo scivolare i detriti a bordo strada invadendo in parte la carreggiata (portando a rischi della circolazione stradale) e riempiendo le cunette. Molte delle piante ancora erette sono morte per la mancanza di sottobosco divorato dagli ungulati o perché questi ultimi ne hanno mangiato la corteccia e scoperto le radici e quindi destinate a cadere al suolo, con conseguente blocco di passaggi e danni anche gravi a cose e persone.
Gli incontri o scontri con gli ungulati, soprattutto mufloni, sono continui a qualsiasi ora della giornata. L’intero territorio, con l’imbrunire, diventa uno percorso a rischio; anche se questi animali sono tendenzialmente schivi, si sono comunque verificate aggressioni alle persone e gli incidenti stradali sono innumerevoli. Solo pochi mesi orsono, a Lacona, un uomo di 58 anni, mentre rientrava dal lavoro,è stato investito da un cinghiale che improvvisamente ha attraversato la strada senza dare il tempo all’uomo di arrestare il motoveicolo per evitare l’impatto; sfortunatamente il conducente cadendo sull’asfalto ha sbattuto il corpo contro il guard-rail perdendo la vita istantaneamente. Fare un bilancio ufficiale degli incidenti è impossibile, poiché la quasi totalità degli eventi non sono denunciati, in quanto vi è la consapevolezza che istruire cause risarcitorie possa essere oneroso e senza garanzie di successo. Più volte è stato sottolineato che impattare con un animale delle specie precedentemente ricordate, soprattutto con un mezzo a due ruote, vuol dire riportare gravi/gravissimi danni fisici, se non addirittura mortali, come avvenuto, e purtroppo destinato a ripetersi; si è continuato a chiedere di prendere coscienza di ciò e porre fine all’emergenza, ma finora poco e o niente è stato fatto. È diventato insostenibile per le famiglie residenti e non limitare le uscite dei propri figli in orari tardo serali-notturne a causa di questo rischio un tempo non presente sul territorio.
Le strade, i cortili, i giardini, le piazze sono piene degli escrementi di questi animali che permeano l’aria di odore sgradevole, spesso insopportabile, soprattutto con l’arrivo del caldo e creano un grave rischio per la salute delle persone, soprattutto dei bambini non più liberi di giocare all’aperto. Mufloni e cinghiali possono essere vettori di parassiti responsabili di gravi malattie e di varie zoonosi. Anche l’immondizia sparsa sulle strade per il continuo rovesciamento dei bidoni e la rottura dei sacchetti della raccolta differenziata da parte degli ungulati, specialmente in

estate dove la popolazione si decuplica, mette a rischio la salute degli abitanti e il decoro degli ambienti.
Infine numerosi turisti, negli ultimi anni, hanno abbreviato il loro soggiorno, proprio per aver avuto incontri con questi animali che incutono paura in tantissime persone; tutto ciò provoca un grave danno economico e di immagine essendo una zona basata prettamente sul turismo.
VISTO
Che oggi vi sono strumenti per procedere alla risoluzione del problema, è inaccettabile dover aspettare ulteriormente per attuare azioni e strategie veramente efficaci:
• L’ISPRA(Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha dichiarato che “il muflone, e in generale le capre selvatiche, causa nel mondo impatti molto rilevanti sulla biodiversità (a livello globale 189 specie sono minacciate di estinzione, tra le quali molti endemismi insulari). Nelle piccole isole, dove la storia naturale di questi ambienti si è evoluta in assenza di grandi predatori, sono rilevanti gli impatti causati alla biodiversità a causa della brucatura e del calpestio con effetti indiretti anche su specie animali. Sempre l’ISPRA chiarisce che l’eradicazione delle specie alloctone che determinano impatti sulla biodiversità, è un’azione espressamente prevista dalla “Strategia Nazionale sulla Biodiversità”
• Nel luglio 2022 con la delibera approvata dalla Giunta regionale è stata resa l’Isola d’Elba area non vocata al cinghiale.
• É stato realizzato un centro di raccolta dedicato allo stoccaggio delle carcasse dei capi abbattuti dove vengono portati i capi abbattuti all’interno del Parco (con la delibera 22133 del 03/10/2024 anche quelli abbattuti nelle aree libere) e gestito dalla società DREAM Italia
• Lo studio di fattibilità per l’eradicazione di cinghiali e mufloni, attuato grazie ad una convenzione tra GAT, PNAT e Comune di Marciana, ha dato esito positivo all’eradicazione nell’aprile 2024. Era stato dichiarato che per definire il piano di intervento fosse necessario un anno dall’accordo Parco-Regione-ministeri competenti.
• Dopo anni di richieste è stato approvato dalla Regione Toscana con delibera del 03-10-2024 il piano di controllo sui mufloni che decreta di“… autorizzare l’intervento di contenimento sulla specie muflone in ambito urbano […]; di stabilire che per gli interventi di controllo […] possono essere attivate dalla Polizia Provinciale più uscite, anche in giorni diversi, fino alla risoluzione della problematicità causata dalla specie oggetto di prelievo;di dare atto che le attività di contenimento e controllo saranno attuate ai sensi dell’art.3 comma 4 e 5 della l.r.70/2019 e dell’Allegato A della DGR n. 941/2024; di stabilire che i prelievi possono essere effettuati con armi da fuoco; di stabilire inoltre che i capi abbattuti dalla Polizia Provinciale durante gli abbattimenti congiunti tra Parco, Polizia e ATC saranno conferiti presso il centro di raccolta […]

VISTO
che la Polizia Provinciale, purtroppo non può essere sempre presente per gli abbattimenti anche per l’insorgere di altre problematiche e per grosse carenze di personale (nel 2024 si è visto un calo dei capi abbattuti dovuto alla diminuzione degli abbattimenti)
VISTO
che i capi abbattuti all’interno del parco (circa 400 mufloni e 700 cinghiali nel 2024) possono sembrare tanti sulla carta, ma sono veramente troppo pochi per risolvere la situazione drammatica in cui ci troviamo a vivere quotidianamente.
VISTO
che la faunistica è di piena competenza della Regione Toscana e del PNAT all’interno dei suoi confini, si ha la sensazione che da parte della Regione questa emergenza e la disperazione della popolazione vengano continuamente sottovalutate e che regni l’indifferenza con continui ritardi e lungaggini politiche/burocratiche e che, parimenti, i ministeri competenti non intervengono con decisione.
CHIEDE
la nomina di un Commissario ad acta per coordinare gli interventi oggi frammentati su più enti o competenze, così come garantito dal Presidente Giani durante la visita all’Elba a fine 2025
CHIEDE
che l’accordo tra PNAT, Regione e ministeri competenti per avviare l’eradicazione sia fatto nell’immediato;
CHIEDE
il potenziamento dell’organico in forza alla Polizia Provinciale per garantire una presenza continua e più efficace sul territorio;
CHIEDE
che vengano attuate azioni e strategie veramente efficaci nell’immediato.
Sono troppi anni che si aspetta, la popolazione vuole uscire dalla limitazione alle proprie libertà, in quanto costretta a vivere con la paura di incontri/scontri con questi animali.
Restiamo in attesa di una rapida risposta e un celere riscontro a quanto chiesto, con l’occasione si trasmettono Cordiali Saluti.

Per il Comitato Pro Rocco – Michele Mazzarri
Per il Comitato spontaneo di cittadini “Emergenza Nord-Ovest” – Alma Ravasio

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