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Coldiretti all’Elba: “Subito l’eradicazione dei cinghiali”

Servono risorse da Regione e Parco. No all’accordo Mercosur senza reciprocità

Il problema degli ungulati all’Isola d’Elba e la posizione netta di Coldiretti sull’accordo Mercosur sono stati al centro dell’incontro promosso da Coldiretti alla Sala Nervi di Portoferraio. Agricoltori e rappresentanti dell’organizzazione hanno ribadito la necessità di interventi immediati e risorse concrete per la tutela del territorio, dell’economia agricola e dell’ambiente. Un’emergenza che si trascina da anni e che ormai non può più essere rimandata. È quella legata alla presenza incontrollata degli ungulati, in particolare dei cinghiali, all’Isola d’Elba. A ribadirlo è stato Simone Ferri Graziani, presidente di Coldiretti Livorno, intervenuto all’incontro organizzato da Coldiretti presso la Sala Nervi di Portoferraio. «Sull’Elba chiediamo con forza l’eradicazione del cinghiale – ha spiegato Ferri Graziani –. Non servono più parole ma fatti, e per fare i fatti servono risorse». Risorse che, secondo Coldiretti, devono arrivare sia dall’Ente Parco sia dalla Regione Toscana. «Il presidente Eugenio Giani aveva preso un impegno in campagna elettorale – ha aggiunto – ora chiediamo che a quelle parole seguano atti concreti, con fondi dedicati all’eradicazione degli ungulati». Una richiesta che non riguarda soltanto il settore agricolo, ma l’intero equilibrio ambientale dell’isola. «I cinghiali danneggiano le imprese agricole, ma anche la flora, la fauna e il Parco stesso – ha sottolineato il presidente di Coldiretti Livorno –. È una questione di gestione complessiva del territorio che interessa cittadini e turisti». Sulla stessa linea Giovanni Duò, direttore di Coldiretti Livorno, che ha evidenziato come l’assenza di soluzioni concrete stia aggravando una situazione già critica. Annunciata da tempo la nomina di un commissario straordinario, ma ad oggi – è stato rimarcato – senza risultati visibili, mentre la presenza degli ungulati appare in aumento. Nel corso dell’incontro si è parlato anche di Mercosur, tema caldo del dibattito agricolo nazionale ed europeo. Coldiretti ha ribadito il proprio “no” all’accordo così com’è strutturato. «Non siamo contrari agli accordi commerciali – ha spiegato Duò – ma in questi termini manca la reciprocità». Le imprese europee producono rispettando standard elevatissimi in materia ambientale, sociale e di lavoro, requisiti che non vengono richiesti ai produttori dei Paesi del Mercosur. «Questo crea uno squilibrio economico insostenibile per le nostre aziende». Dal territorio elbano è arrivata anche la voce degli agricoltori, rappresentata da Guido Allori, che ha descritto una situazione sempre più difficile. «Il progetto di eradicazione si è fermato e il commissario promesso non è mai arrivato – ha affermato –. Nel frattempo i danni continuano». Tra le soluzioni transitorie, l’aumento delle battute di caccia non ha dato risultati significativi; più efficace, secondo Allori, sarebbe l’uso diffuso di gabbie di cattura anche nelle zone abitate. A complicare ulteriormente il quadro, le condizioni del territorio, aggravate dalle piogge e dalla mancanza di manutenzione diffusa. «I campi sono allagati, i fossati pieni d’acqua come non si vedeva da decenni – ha concluso – e oggi è sempre più difficile portare avanti le lavorazioni agricole». Un quadro che, per Coldiretti, rende ormai urgente e inderogabile una risposta concreta e coordinata per riportare l’Isola d’Elba a una condizione di normalità ambientale ed economica.

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