«Una sola parola: vergogna». È durissima la presa di posizione del Partito della Rifondazione Comunista – Circolo Isola d’Elba e Giovani Comuniste/i in merito alla comunicazione con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato dal ministro Giuseppe Valditara, avrebbe chiesto agli istituti scolastici di segnalare la presenza di studenti palestinesi. Secondo quanto riportato, la richiesta sarebbe stata trasmessa dall’Ufficio scolastico regionale del Lazio e potrebbe estendersi a livello nazionale. Una circostanza che, per Rifondazione Comunista, rappresenta «un atto ignobile e una grave violazione dei principi democratici», poiché individua studenti sulla base della loro origine e li lega a un’area di conflitto «sottoposta a un feroce genocidio». Nel documento si parla di una vera e propria forma di controllo politico e sorveglianza, capace di generare un clima di intimidazione all’interno delle scuole, limitare la libertà di espressione degli studenti e alimentare sospetti tra compagni e nei confronti delle istituzioni. «Così il diritto allo studio viene scambiato per un monitoraggio a fini di ordine pubblico o sicurezza non meglio specificati», si legge nella nota. Viene inoltre ricordato che nazionalità e orientamento politico rientrano tra i dati sensibili e che i dirigenti scolastici non sarebbero tenuti a fornire tali informazioni a soggetti terzi. Particolare preoccupazione viene espressa anche per il contesto internazionale e per i rapporti dell’Italia con Israele, ritenuti un ulteriore elemento di rischio per la sicurezza di ragazze e ragazzi coinvolti. Per Rifondazione Comunista si tratta di «pratiche discriminatorie» che segnano una pericolosa deriva autoritaria e che rischiano di trasformare la scuola da luogo di inclusione e formazione a strumento di controllo del dissenso e delle minoranze. Da qui la richiesta di un immediato stop a iniziative ritenute inaccettabili.



