Riceviamo e pubblichiamo
Come già avvenuto nel 2012, la Regione Toscana sta nuovamente valutando la chiusura di alcuni punti nascita che operano in regime di deroga ministeriale perché non raggiungono i 500 parti annui. Tra questi figurano Portoferraio, Barga e Borgo San Lorenzo, oltre ad altri tre punti nascita dislocati sul territorio regionale. Ancora una volta, la Regione sembra non tenere conto di una realtà fondamentale: l’Isola d’Elba è un territorio insulare. Con una popolazione di circa 32.000 abitanti non è possibile raggiungere il numero minimo di parti previsto dalla normativa nazionale, ma è invece indispensabile garantire, in deroga, la possibilità di partorire in sicurezza alle donne che si trovino in condizioni di emergenza o di parto imminente.
A differenza di altri punti nascita a rischio chiusura, situati sulla terraferma e serviti da più ospedali nel raggio di pochi chilometri, l’Elba dispone di un solo ospedale. In caso di travaglio improvviso, rottura delle acque o complicazioni, il trasferimento verso la terraferma non è sempre possibile, soprattutto in presenza di avverse condizioni meteo che possono bloccare navi, aerei ed elicotteri, inclusi quelli sanitari.
Nel 2012, di fronte a una analoga minaccia, la risposta delle istituzioni locali fu immediata e determinata. La Conferenza dei Sindaci dell’Elba, allora presieduta dal Sindaco di Portoferraio Roberto Peria, occupò simbolicamente l’ospedale e minacciò all’unanimità le dimissioni. A quella presa di posizione seguì una grande manifestazione popolare che coinvolse migliaia di cittadini elbani.
Oggi, invece, si registra un preoccupante silenzio, mentre prosegue il progressivo depotenziamento dell’ospedale Elbano, con la riduzione o la scomparsa di servizi e specialistiche fondamentali come Cardiologia, Oculistica, Riabilitazione, Hospice e altre.
Elba Salute chiede con forza alla Conferenza dei Sindaci dell’Isola d’Elba un intervento immediato a livello regionale e nazionale per ottenere il rinnovo della deroga ministeriale e garantire il mantenimento del punto nascita presso l’ospedale di Portoferraio.
La tutela della salute delle donne e dei neonati Elbani non è negoziabile.
IL PUNTO NASCITA DI PORTOFERRAIO NON SI TOCCA.
*Elba Salute
(Francesco Semeraro)




Michele Rampini
Francesco Semeraro come al solito per dare contro alla Regione stravolge il significato da quanto scritto nell’articolo di Toscana notizie. L’Amministrazione regionale invece non chiede o prevede la chiusura di alcuni punti nascita, bensì pensa di poter ridurre la soglia minima a 400 parti annuali, mantenendo viceversa le deroghe già concesse per i territori periferici particolarmente disagiati come l’ospedale di Portoferraio che ha anche la rianimazione neo natale.
16 Gennaio 2026 alle 18:16
Monica
È vergognoso soltanto pensare di chiudere il Punto nascita di Portoferraio, con tutte le problematiche dell’insularità.
16 Gennaio 2026 alle 17:18