Portoferraio

Restaurato l’organo del 1800 che su trova nel Duomo

di Comunità Pastorale Madre della Speranza

Sarà recuperato pienamente, con circa 18 mesi di lavorazione, lo storico organo che si trova nel Duomo Mediceo di Portoferraio. Un importante restauro che potrà essere sostenuto anche dai fedeli che potranno contribuire al costoso e lungo lavoro, che lo renderà di nuovo funzionante. Potranno cioè adottare una o più canne d’organo di cui è formato il prezioso strumento musicale, risalente al 1800.

Questa novità prende forma in questo nuovo anno, annunciata dal parroco della Comunità Pastorale Madre della Speranza di Portoferraio, don Kevin Sciberras, che ha voluto fortemente questo recupero. “Lo sto portando avanti – dice il parroco-avvalendomi del sostegno di tutti i fedeli e di alcuni collaboratori, vale a dire il sacerdote collaboratore padre Giovanni Salas, il valente organista Antonio Mazzei, Toto per tutti, quindi l’architetto Alessandro Pastorelli e Maria Cristina Gentini del coro della chiesa arcipretale di Piazza della Repubblica, intitolata alla Natività della Beata Vergine Maria. L’organo- prosegue Don Kevin – è un tesoro storico prezioso e pertanto proseguiamo col progetto di recupero, avendo ricevuta l’approvazione della Soprintendenza di Pisa e anche il benestare definitivo da parte della Conferenza episcopale italiana (Cei)”. L’antico strumento musicale potrà tornare alla sua piena funzionalità quindi, diventando protagonista, non solo delle celebrazioni liturgiche, ma sarà possibile attuare anche eventi culturali e concerti di alto livello, dando lustro alla città e all’Elba tutta. E don Kevin di recente, nello stesso Duomo, ha presentato il piano di recupero dicendo:” L’organo ottocentesco tornerà a diffondere le sue armonie per tutti, e inviterà allora il popolo cristiano a formare, con i suoi sacerdoti, un coro armonioso. Così, la Chiesa, ancora pellegrina sulla terra, si mostrerà congiunta ai Beati del cielo che inneggiano all’Agnello Immacolato. Il suono del nostro organo storico sarà veramente un’anticipazione e una preparazione della liturgia celeste, nella quale l’anima nostra sarà appagata! E con l’auspicio che questo annuncio sia colmato dalla grazia celeste e trovi rispondenza nei nostri cuori”. L’organo a canne del Duomo fu realizzato nella fabbrica di Lorenzo e Raffaello, figli di Michelangiolo Paoli a Campi Bisenzio, oggi comune della citta metropolitana di Firenze, quindi da maestri organari della zona fiorentina, che agivano fin dal 1700. L’opera di restauro è stata affidata alla ditta “Francesco Michelotto” di Daniele Michelotto, con sede a Albignasego (PD), specializzata in costruzioni e restauri di organi antichi. “Attualmente questo “ re degli strumenti musicali” come lo definiva Mozart,- dice il restauratore – è ridotto al silenzio; l’usura del tempo, la complessità dei suoi meccanismi, la polvere e persino i tarli del legno lo hanno reso mal funzionante e inutilizzabile, ma noi agiremo per la sua piena rinascita”. L’Organo è custodito e rappresentato da una bella cassa armonica decorativa lignea, in stile classico, dalle linee molto semplici e lineari, completa di cornicione, cornici, colonne e capitelli intagliati, festoni e fregi ornamentali. Tutto lo strumento è posto nella tribuna presente in contro facciata, sopra la porta d’ingresso principale del Duomo, mentre in origine si trovava dietro l’altare maggiore.

Quindi la ditta organaria padovana riporterà lo strumento alle più originali ed ottimali condizioni di funzionamento, senza alterare minimamente quanto di più autentico sussiste della meccanica e fonica originale, riportandolo alle caratteristiche possedute all’epoca della sua costruzione, con una attenta, meticolosa e coscienziosa opera di ricostruzione di tutte le parti mancanti e secondo i più attuali criteri di restauro conservativo e filologico, di un antico organo a canne, permettendo allo strumento musicale di funzionare al meglio.

“La Parrocchia per reperire i fondi mancanti, per tale importante operazione- conclude don Kevin – lancia un appello a tutta la Comunità, mettendo in atto una campagna denominata “Adotta una canna d’organo”. Quindi si possono sponsorizzare una o più canne d’organo dedicandole ad un familiare. Ad esempio in occasione di un lieto evento o anche per un amico, oppure ai ragazzi che riceveranno i Sacramenti, ai futuri sposi che al loro ingresso in chiesa saranno accolti da una celestiale musica. Oppure in ricordo di una persona cara defunta, e per ogni donazione verrà rilasciato un attestato con il nome della persona alla quale si è dedicata la canna dell’organo, e tale nome sarà inciso su un registro apposito messo in una bacheca accanto all’organo”.

 

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