Alla vigilia dell’Epifania, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio di tutti gli anni, i bambini italiani si preparano a ricevere la visita della Befana. Lei porta lunghe calze piene di dolciumi, caramelle, frutta secca e giocattoli ai bambini che si sono comportati bene, e il carbone o dell’aglio a chi si è comportato male nell’anno precedente.
Dove nasce la Befana?
L’origine di questa tradizione è connessa a un insieme di riti pagani del X-VI secolo A.C, in merito ai cicli stagionali, relativi al raccolto dell’anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo, tradizione diffusa nell’intera Italia. Così i Romani ereditarono tali riti, che vennero introdotti nel calendario romano per celebrare l’interregno temporale tra la fine dell’anno solare, fondamentale il solstizio invernale, e la ricorrenza del sol invictus per proporzionare la fertilità dei futuri raccolti.
Nel folclore italiano la Befana è una donna anziana che vola a cavallo di una scopa per consegnare a tutti i bimbi buoni e cattivi dei doni. Oggi la Befana significa “spazzare la fine dei problemi dell’ anno”.
Per concludere posso dire ai genitori, prima di consegnare le calze ai bambini…”Non esistono bambini buoni e cattivi, soltanto dei bambini che hanno bisogno di rispetto, amore e delle regole di comportamento per affrontare il loro percorso di vita. Facciamo capire che il dono che ha portato la Befana ai bambini, è il riconoscimento al loro comportamento positivo durante l’anno. Perché solo così saranno consapevoli del vostro impegno come genitori’. Vorrei che la Befana volasse in giro per il mondo in cerca dei bambini vittime delle guerre, per strappare il gesto più bello e innocente che può offrire un bambino, il suo sorriso.
Per finire chiedo alla Befana che porti una calza piena di carbone ai potenti della terra, la saggezza per governare e fare prevalere la pace all’odio, la democrazia alla stupidità. Perché i bambini del pianeta meritano di vivere in un mondo di Pace.
Prima di dare l’addio alle cose brutte con l’arrivo della Befana, non dimenticate di lasciare vicino al camino un bicchierino di vino con qualche boccone che servirà come carburante per volare alla ricerca della pace.
Monica Acosta
“Giornalista dei Messaggeri del Mare”



