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“Questa non è una regata”, il progetto di Riduci l’Impronta

Il piano di collaborazione e incontri per la sostenibilità ambientale e tutela del mare

Sono arrivati a Portoferraio i ragazzi di “Riduci l’impronta”, l’associazione no profit composta da un gruppo di amanti del mare e della vela che hanno dato vita ad un progetto che si propone di creare occasioni di collaborazione e incontro sulla sostenibilità ambientale e la tutela del mare.
L’iniziativa dedicata a Portoferraio aveva come titolo “Questa non è una regata”, proprio per voler significare lo scopo di questa visita elbana, dedicata alla raccolta di rifiuti plastici in mare e sui litorali di zone particolarmente sensibili dal punto di vista ambientale.
Partiti dalla Marina di Scarlino con quattro imbarcazioni e una trentina di volontari a bordo, i ragazzi di “Riduci l’impronta” hanno raggiunto Portoferraio nella serata di sabato 18 ottobre, non senza fermarsi a raccogliere già durante la traversata rifiuti galleggianti nello specchio acqueo attraversato fra Scarlino e l’Elba.
Dopo un momento conviviale dedicato all’accoglienza, nella mattinata seguente i volontari si sono messi all’opera: dalla Linguella alle Ghiaie, a Capo Bianco, fino al Bastione San Carlo e alle Mura Medicee, il lavoro di pulizia e di differenziazione dei rifiuti ha raccolto ben 290 chilogrammi di materiale, che è stato affidato per lo smaltimento agli operatori di ESA, la società che cura il ciclo dei rifiuti all’Isola d’Elba, che hanno procurato i sacchi e i contenitori necessari.
“Una iniziativa che andava incoraggiata – ha commentato il sindaco di Portoferraio, che ha accolto i volontari nella mattinata di domenica 19 ottobre – e che siamo stati felici di ricevere e di assistere, ringraziandoli per il lavoro svolto”.
“Una bella lezione di sensibilità ambientale per tutti noi – ha aggiunto l’assessore all’ambiente Roberto Manzi, che ha partecipato a sua volta – cercheremo di incoraggiare e di ripetere iniziative simili in futuro. Ringraziamo “Riduci l’impronta” per l’entusiasmo messo in campo e per l’esempio di buone pratiche da adottare per integrare quanto già in atto a livello di tutela dell’ambiente”.

 

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