Salviamo il Giove, istruzioni per l’uso ai partecipanti

Legambiente: "Il 14 aprile in cammino insieme per salvare e tutelare la storia dell’Elba"

La Fortezza del Giove

Tutto pronto per Domenica 14 Aprile per l’iniziativa Salviamo il Giove organizzata da Legambiente Arcipelago Toscano e da Terre di Rio in collaborazione con Italia Nostra Arcipelago Toscano e la sottosezione Elba del Club Alpino Italiano. L’appuntamento è alle ore 10,00 in Piazza del Popolo a Rio nell’Elba da dove, dopo aver firmato una liberatoria, partirà la passeggiata che a passo lento, parlando di storia natura, passato e futuro, in un’ora e mezzo circa raggiungerà la Torre del Giove, o meglio quel che rimane, a 350 metri di altitudine su una verde collina di lecci che domina l’Elba delle miniere e il Canale di Piombino e il continente toscano.

Tempo di percorrenza previsto andata e ritorno circa 3 ore.

Chi vuole può raggiungere in auto il bivio del sentiero del Giove sulla Strada della Parata e fare a piedi l’ultimo tratto di sterrato in salita che porta alle rovine.

Necessari: scarpe adatte, cappellino, acqua e per chi vuole pranzo al sacco.

La passeggiata alla Torre del Giove (da iugum, giogo) di domenica 14 aprile vuole sensibilizzare gli elbani tutti e non solo la gente di Rio al desiderio di salvare almeno quanto resta attualmente della poderosa fortezza.

Posta su una collina di poco più di 300 metri, da quasi sei secoli, la sua fisionomia di architettura militare bastionata,  progressivamente compromessa dallo scempio del tempo e degli uomini, ha nutrito lo sguardo e l’immaginario collettivo degli abitanti del versante orientale dell’Isola. E, per contrappunto, il panorama che si gode dalla Torre – nei punti non schermati dalla vegetazione – coglie in un unico colpo d’occhio l’orizzonte marino, che si apre, punteggiato dagli isolotti di Palmaiola e Cerboli,  da Populonia all’Argentario fino al Giglio.

Voluta da Jacopo III Appiano, signore di Piombino e terre limitrofe, Elba compresa, pare fosse terminata nel 1459: in origine presentava forma rettangolare con torrione di tre piani e soffitto a volta, mura con cordolo, base a scarpa e un fossato secco che la circondava tutta con ponte levatoio. Il terrazzo della torre, forse merlato, era adibito all’accensione di fuochi di segnalazione. L’ingresso era sul fronte sud orientale. Uno stemma in marmo degli Appiano, di due metri per uno, è scomparso dal 1967.

L’imponente costruzione aveva lo scopo di controllare la navigazione sul Canale di Piombino, vigilare sulle sottostanti miniere e all’occorrenza costituire un rifugio sicuro per le comunità di Rio e Grassera, sempre insidiate dalle incursioni turche e barbaresche. Ma né durante lo sbarco sulle nostre coste nel 1534 del temibile Khayr al-Dīn, detto Barbarossa né nell’invasione del 1553 del suo allievo Dragut, la fortezza poté svolgere il suo ruolo protettivo: nel primo caso, il borgo di Grassera, assalito di notte, saccheggiato e devastato vide molti dei suoi abitanti catturati dai pirati e trascinati via, mentre in pochi riuscirono a raggiungere il Giove; nel secondo caso il capitano della fortezza si arrese agli assedianti con i riesi assediati dentro. Altri eventi interessarono poi la nostra Torre la cui storia si legò a quella degli Spagnoli, che presidiavano la piazzaforte di Longone controllando pure le strutture militari limitrofe.

Considerando dunque la condizione di fortissimo degrado in cui versa tutta la fortezza, le associazioni promotrici dell’iniziativa della prossima domenica (ri)chiedono a tutte le istituzioni interessate di rispondere finalmente agli appelli avanzati nel tempo a favore del Giove mettendo almeno in sicurezza quel che ne resta per evitare ulteriori crolli e la definitiva scomparsa di un manufatto di tanto pregio.

Per questo invitiamo tutti a venire con noi in cammino il 14 Aprile per dire che la nostra storia va conosciuta e salvata perché è una delle gemme del forziere del nuovo turismo sostenibile e consapevole, perché storia e ambiente sono inscindibili e perché nel passato ci sono le radici profonde del nostro futuro.

Info e adesioni: 3398801478 – legambientearcipelago@gmail.com

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