Portoferraio

Chiuso il controllo della Corte dei Conti. Ecco le disposizioni

Zini:"Ricostruiamo quanto recuperare, riequilibrio possibile con predissesto finanziario"

Il sindaco di Portoferraio Angelo Zini

Il comune di Portoferraio riparte dal 2019 per ripristinare  gli equilibri di bilancio. In sintesi è quello che dispone la pronuncia della Corte dei Conti del12 agosto scorso che chiude la prima fase di controllo di cinque anni, dal 2015 al  2019anno in cui si è insediata l’attuale giunta guidata dal sindaco Angelo  Zini.  Un atto definitivo modificato rispetto a quello precedente.   Alle osservazioni sui risultati di amministrazione dei cinque anni controllati, da parte dell’organo di controllo,   il comune ha risposto a fine giugno scorso con le controdeduzioni sui  risultati  di amministrazione fino al 2019. La pronuncia definitiva della Corte dei Conti determina che l’ultimo rendiconto del 2019 si chiudeva con un disavanzo  di 1 milione  733 mila euro e poco piu mentre il sindaco attuale al momento dell’inizio della consiliatura aveva trovato  un rendiconto che dava un avanzo di circa 1 milione  780 mila euro. La differenza dunque riscontrata dalla Corte dei Conti è di circa 3.500.00 mila euro. La sentenza del 12 agosto, mette un punto fermo, il punto di arrivo  ma anche il punto di partenza che inciderà  nel rendiconto del 2022 ancora da approvare ma che definirà la cifra esatta che il comune di Portoferraio deve recuperare “Gli uffici – informa il sindaco – stanno ricostruendo il rendiconto 2020 -2021 che avevamo già approvato  e che dovremo rivedere per approvarlo all’interno di quello del 2022 in cui sarà definita la cifra esatta che dovrà essere recuperata. Come specifica la Corte dei Conti nella pronuncia infatti “la condizione di squilibrio comporta l’obbligo di adottare i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità rilevate e a ripristinare gli equilibri di bilancio e la corretta gestione finanziaria”. E il sindaco da qui riparte. Dall’adottare le “misure idonee  a finanziare la quota di disavanzo accertata al 31 dicembre 2019”. Oltre a questo dovrà anche ridefinire la massa attiva e passiva “riveniente dalla disciolta Unione dei comuni” e ancora “rideterminare il risultato di amministrazione e la sua composizione per gli esercizi successivi  a quelli oggetto  del monitoraggio”. Tutto questo entro 60 giorni dalla pronuncia, quindi entro i primi dieci giorni di ottobre. In consiglio comunale sarà riferita la strada da intraprendere “che dovrà essere quella giusta” e qui si aprono le diverse ipotesi . Una è quella di inserire la cifra nel bilancio di previsione 2023 , secondo Zini impraticabile perché un tale importo non potrà mai essere coperto all’interno di questo strumento. C’è poi la possibilità di spalmarla in due tre anni di legislatura, anche questa impraticabile perché nella pronuncia della Corte dei Conti è specificato che debba essere recuperata entro il termine della consiliatura nel caso che la giunta sia in scadenzacome nel caso di  Portoferraio. Con le verifiche fino al 2022 la cifra inoltre sarà ancora superiore a quanto stabilito dalla corte deiconti fino al 2019. Quindi quella percorribile resta la terza strada, mai intrapresa fino ad ora. E’ quella che prevede un piano di riequilibrio finanziario  dell’ente che viene definita da una situazione  di predissesto  finanziario e che premette di poter spalmare  la cifra da recuperare su 10 -15 anni con un importo da accantonare ogni anno che andrà inserito all’interno dei circa 20 milioni di euro di spesa corrente che ha il comune di Portoferraio nel suo bilancio. “E’ finita una fase – commenta Angelo Zini – e la Corte dei conti ci dice che dobbiamo rispettare le scadenze di legge  rispetto agli interventi e ribaltare  la situazione fino agli esercizi successivi. Partiamo da quei dati e ricostruiamo  quella che sarà la cifra esatta che il comune dovrà recuperare”.

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