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Problema ungulati, acceso dibattito a Marciana

Convocato dal comitato Emergenza Nord Ovest, ecco cosa è stato detto

Era tanto che non si vedeva un confronto pubblico sul problema degli ungulati all’Elba, quello organizzato nel tardo pomeriggio di lunedì dal comitato Emergenza Nord Ovest che ha riunito nella sala consiliare del comune di Marciana istituzioni, enti, comitati, associazioni e cittadini per discutere dell’emergenza di cinghiali e mufloni di cui si parla ormai da anni ma che lunedì ha visto un dibattito serrato tra amministratori esperti e marcianesi. L’incontro si è dimostrato molto vivace, soprattutto quando gli abitanti del territorio, sia dei due centri principali che delle frazioni, hanno evidenziato come il “territorio sia ormai devastato” con gruppi di mufloni e che di notte si avventurano perfino nei centri abitati di Marciana e Marciana Marina e che insieme ai cinghiali distruggono ogni cosa e sporcano dappertutto, rendendo oltremodo difficile la vota agli abitanti che oltre a temere per la loro incolumità vedono divelta ogni tipo di coltura e di piante. “Non possiamo piantare niente perché viene tutto distrutto – hanno fatto presente ripetutamente alcuni presenti – e lasciano sporco e cattivo odore. Non possiamo andare avanti così. Fate qualcosa”. La soluzione non è facile anche se, come hanno informato le amministrazioni comunali presenti e il Parco Nazionale l’impegno, per quanto di loro competenza, è pressante ed uno spiraglio si intravede. Una della strade individuate è quella dell’eradicazione e la strada sembra imboccata dopo che l’Elba è stata dichiarata area non vocata al cinghiale anche se deve passare da uno studio di fattibilità ( già finanziato) che sarà effettuato in un massimo di 8 per capire se e come sarà possibile questa operazione. Altro passo in avanti è stato fatto con la realizzazione ( si assicura in tempi brevi) del centro di sosta dove stoccare gli animali abbattuti, pratica che oggi risulta alquanto difficoltosa e impegnativa. Intanto si procede con catture ed abbattimenti. Impegnata sul campo la Polizia provinciale in primis pur con poco organico che procede anche con interventi notturni. Buoni risultati sui prelievi anche dall’Atc. I cacciatori quest’anno durante i 35 giorni di caccia al cinghiale hanno abbattuto 508 capi e si dicono disposti a partecipare sempre di più, dove possibile. Un dibattito non facile che ha dovuto mediare tra le diverse anime presenti in sala. Il pubblico non ha nascosto la preoccupazione e in certi casi anche la rabbia per la situazione che sta vivendo il territorio con momenti di scontro con le istituzioni, accusate di non riuscire a fare abbastanza per eliminare il problema. Ci sono vere soluzioni? Secondo il pubblico presente fino ad ora poco è stato fatto da parte degli amministratori del territorio che non ci stanno e rivendicano quanto ottenuto faticosamente fino a qui. . “Abbiamo accettato di fare un appuntamento aperto al dialogo e dirvi quale è stato il nostro sforzo – ha detto alla platea il vicesindaco e assessore marcianese all’ambiente Susanna Berti – siamo ben consapevoli di quali sono i problemi del nostro territorio, ci siamo nati e conosciamo benissimo di cosa parliamo. Stiamo lavorando tutti e siamo i primi a soffrire di questa situazione che è molto complessa ma ora finalmente vediamo uno spiraglio. Miracoli non ne sappiamo fare. Le istituzioni devono agire secondo le leggi di fronte a questa emergenza”.

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