Aree Marine Protette e transizione ecologica, obiettivo 30%

In un convegno nazionale fra i principali relatori il presidente del PNAT Sammuri

Focus sulle prospettive delle Aree Marine Protette alla luce degli ambiziosi obiettivi europei che mirano ad avere il 30% della superficie marina protetta entro il 2030 a fronte di un attuale 16%, è questo lo scopo della giornata tematica di confronto che si è svolta a Brindisi, il 22 giugno, promossa da Federparchi e dalla Riserva Naturale di Torre Guaceto dal titolo “AMP, strategie e governance, verso la transizione ecologica“.

Le aree marine protette in Italia costituiscono un importante tassello del sistema delle aree protettead esse si aggiungono alcuni parchi nazionali prospicenti a mare. La superficie marina tutelata, tuttavia, è insufficiente rispetto all’obiettivo europeo di raggiungere il 30% entro il 2030. – ha affermato Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi – E’ necessario un’azione importante per incrementare la superficie protetta con nuova AMP ed azioni di sostegno al comparto che presenta eccellenze naturalistiche a livello internazionale, ma ha bisogno di essere strutturato e meglio sostenuto rispetto a come avviene attualmente.” Ad oggi le Amp attive sono 29 più due parchi sommersi; cinque quelle in via di istituzione.

Antonio Nicoletti, responsabile Aree Protette Legambiente e componente della giunta di Federparchi, ha rimarcato che l’Italia è il paese più ricco di biodiversità in Europa e le AMP sono fondamentali sia sul fronte della conservazione della natura che su quello dello sviluppo sostenibile. “I Pescatori, come a Torre Guaceto e in tante altre realtà, hanno compreso l’importanza delle AMP per la loro attività. – ha detto Nicoletti – Lo stesso vale per quanto riguarda la gestione sostenibile dei flussi turistici. Occorre però aggiornare i metodi di gestione e di governance ed accelerare l’istituzione di nuovi siti. Sono circa trenta le nuove aree marine protette che potrebbero essere varate in tempi brevi.

Il presidente della AMP di Torre Guaceto Rocky Malatesta, ha ribadito come le AMP costituiscano una parte rilevante del sistema delle aree protette. “Siamo pronti ad aumentare le superfici protette a mare – ha affermato – ma serve che la transizione sia effettiva. Anche nella governance è necessaria la condivisione delle scelte con le opportune verifiche, affinchè mezzi e servizi messi a disposizione delle AMP siano effettivamente proficui e utili allo scopo.”

Al convegno è intervenuta anche l’Assessore della Regione Puglia all’Ambiente Anna Grazia Maraschio“La Puglia ha un ecosistema marino con grandi bellezze e centinaia di chilometri di costa – ha affermato – ma vi è la necessità di intervenire in modo organico sulle aree marine per rafforzare e valorizzare il loro ruolo di conservazione della natura e di volano di sviluppo sostenibile. Non possiamo pensare che il mare sia una risorsa infinita, serve un sistema regionale di aree marine protette che siano connesse fra di loro.”

La giornata è stata aperta dai saluti istituzionali del sindaco di Brindisi Riccardo Rossi che ha ricordato i problemi della crisi climatica e della siccità che sta toccando l’Italia collegandoli con la necessità che la transizione ecologica sia realizzata valorizzando la tutela della biodiversità che costituisce anche un motore di sviluppo sostenibile.

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