L'argomento del giorno

No al dissalatore, il convegno al Centro De Laugier

Cento persone in presenza e duecento collegate per l'autonomia idrica dell'Elba

Il tavolo dei relatori

L’acqua che c’è questo era il titolo del convegno che si è tenuto oggi 22 gennaio al Centro Congressuale De Laugier di Portoferraio. Organizzato dal nuovo Comitato per la difesa di Lido e Mola in collaborazione con il Comune di Capoliveri, Italia Nostra e la Fondazione Isola d’Elba Onlus, per approfondire la situazione idrica dell’Elba e in particolare per trovare alternative al progetto del dissalatore che dovrebbe nascere nei pressi della spiaggia di Lido nel comune di Capoliveri. Ad aprire la discussione,  il sindaco di Capoliveri Walter Montagna e Leonardo Preziosi, presidente di Italia Nostra Arcipelago Toscano.  All’Elba l’acqua c’è, o almeno ci sarebbe se fossero rispettati alcuni criteri nella gestione come è stato fatto presente da più parti durante il convegno dove è anche emerso che alla fine la risorsa idrica non sarebbe cosi carente, soprattutto se fosse eliminato quel 57%( emerso da una ricerca del Cnr e di Legambiente ) che va sprecato a causa delle perdite nella rete di distribuzione dell’acqua. Il bilancio idrico è positivo e l’Elba potrebbe anche diventare autosufficiente, quindi si tratta di un problema di gestione della risorsa. “Anche costruendo un dissalatore – è stato infatti fatto presente dal professor Francesco Aliberti dell’Università di Napoli – si butterebbe comunque quasi la metà dell’acqua e questo non penso sia etico”. Partendo dal dato che l’acqua ci potrebbe esser sono diverse le implicazioni che portano ad opporsi al progetto del dissalatore a Mola e a cercare soluzioni e progetti alternativi e più sostenibili. “Non una contrarietà a priori contro la dissalazione ma contro questa struttura cosi’ come pensata per l’Elba è stata la considerazione degli intervenuti sulla questione. Dubbi sull’ubicazione, dubbi sulla scelta progettuale, preoccupano l’impatto ambientale a terra e a mare così come rischi per la salute e per la tutela della biodiversità a mare una volta che la salamoia sarà rigettata nella baia. I rischi sono tanti e già verificati in altre situazioni da alcuni dei professori universitari che hanno relazionato sul progetto. Insomma per rendere autonoma l’Elba sotto l’aspetto dell’approvvigionamento idrico e ridurre l’impatto del prelievo dalla Val di Cornia con la condotta sottomarina è possibile trovare alternative al dissalatore , abbandonando la logica centralizzata, come quella di un megadissalatore, a favore di progetti diffusi sul territorio , in una logica di comunità. “Spero che si possa arrivare a costituire una cabina operativa – ha suggerito Giampiera Usai dell’Associazione che riunisce le isole minori italiane – predisponendo un master plan che faccia dell’Isola d’Elba un modello di sperimentazione che sia di esempio per tutte le altre isole minori”. Con la pssibilità di una copertura finanziaria all’interno dei vari settori del Pnrr, per i fondi destinati alle Isole minori; Isomma una conferma per il comitato per  la difesa di Lido e Mola che dalle varie relazioni ha avuto, appunto conferma della bontà della strada che sta perseguendo, quella di strenua opposizione al dissalatore . “Mi ero riproposto di informare i cittadini sui rischi del dissalatore – ha commentato al termine Leonardo Preziosi , presidente di Italia Nostra Arcipelago Toscano – e da tutte le relazioni è venuta fuori la certezza che questo impianto è una follia che ha criticità in termini di sostenibilità ambientale che energetica. E’ la prova che questo progetto deve essere fermato. La speranza, oggi si sta concretizzando, che si possa fare sistema testimoniata dalla forte partecipazione istituzionale”. Un nuovo punto di partenza dopo tanto tempo perso a causa della mancanza di unità secondo Marco Mantovani  presidente della Fondazione Onlus Isola d’Elba che induce a delle riflessioni e interrogativi importanti. “Tutte le perplessità – ha commentato – ci devono dare energia per riprendere il percorso, la spinta riparlare con tutti per una soluzione condivisa”. Parlare e informare era anche l’obiettivo del sindaco di Capoliveri Walter Montagna che sta portanbdoi avanti uan dura battaglia legale contro il progetto. “La risposta  c’è stata ha commentato . con 100 spettatori in presenza e 200 colelgati da remoto – L’obiettivo era aprire un confronto con tutti, quello che fino ad ora è mancato e finalmente non essere più soli in questa battaglia”. Solo un rammariuco secondo Paola Mancuso a fianco fin dall’inzio del comitato , quello di non essere partiti fin dalla mattinata di ieri con un azione conseguente. “L’unico modo per uscire da questa situazione – ha affermato – è che tutti gli elementi emersi siano oggetto di una proposta ufficiale di revisione del piano d’ambito da parte dei sindaci elbani per cerare al più presto un elemento di contrasto”-

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