Al via il nuovo progetto The Clothest Isola d’Elba

di Fondazione Isola d'Elba

Come organizzare un laboratorio per ridare vita agli abiti usati, avviarne la raccolta, coinvolgere le competenze necessarie, comunicare un marchio e predisporre la formazione degli addetti: sono i primi passi concreti affrontati nell’incontro dei giorni scorsi, organizzato dalla Fondazione Isola d’Elba ETS nella propria sede al Centro Servizi Il Molino di Portoferraio, per dare avvio a “The Clothest Isola d’Elba: laboratorio di moda creativa, rigenerata e inclusiva”.
Il progetto – finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Toscana nell’ambito dell’Avviso pubblico per la concessione di contributi a sostegno di iniziative e progetti di rilevanza locale ai sensi dell’art.72 del D.LGS 117/2017 e del D.M. 124 del 7 agosto 2025 per l’annualità 2026 e dal cofinanziamento della Fondazione Isola d’Elba ETS – prevede la creazione di un laboratorio nella sede della Fondazione Exodus “La Mammoletta”. Uno spazio nel quale i giovani della comunità, ma anche altre persone in carico ai servizi sociali e volontari, possano acquisire competenze professionali, sperimentare la propria creatività e costruire prospettive di autonomia e lavoro.
Al confronto hanno partecipato : SerD dell’USL Toscana Nord Ovest, Dialogo – Volontari per il carcere Aps, Fondazione Exodus La Mammoletta, Esa spa , Tip Tap One Asd e altre associazioni elbane. In collegamento anche Giacomo Spotti di The Clothest*, esperienza pilota nata per sostenere la Casa di Accoglienza di Don Mauro Fresi a Montevarchi, della quale il laboratorio elbano costituirà uno sviluppo sul territorio, condividendone il percorso di recupero degli abiti, formazione e inclusione. Fra le questioni affrontate, la raccolta e la selezione degli abiti da utilizzare nelle attività, l’allestimento del laboratorio e il coinvolgimento di figure professionali capaci di accompagnare l’apprendimento.
Una prima fase sarà dedicata alla creazione del brand The Clothest Elba, con il supporto di professionisti del marketing e della comunicazione. I giovani ospiti de La Mammoletta predisporranno una moodboard di immagini, colori e suggestioni da cui far emergere un’identità nella quale riconoscere l’universo valoriale del progetto. Il laboratorio comincia così a raccontarsi attraverso lo sguardo dei giovani dell’associazione Exodus La Mammoletta. “Partecipare alla stesura del progetto, contribuire all’identità del marchio, proporre un’idea e vederla diventare qualcosa di concreto – sostiene Patrizia Lupi, coordinatrice del progetto e direttrice della Fondazione Isola d’Elba – saranno occasioni per scoprire i propri talenti, misurarsi con un compito e riconoscere il valore del proprio contributo. Alla formazione sulla comunicazione si affiancherà quella sartoriale, con professionisti che accompagneranno le ragazze nell’apprendimento del cucito e delle tecniche necessarie alla realizzazione di prodotti tessili. Sarà un momento di aggregazione, di dialogo intergenerazionale e di inclusione che potrà portare frutti concreti, sfociando in una prospettiva reale di lavoro.”
Anche la comunità elbana può contribuire. Chi dispone di abiti, non più usati ma in ottimo stato, è invitato a scrivere a Fondazione Isola d’Elba ETS per segnalare la propria disponibilità al dono. Grazie alla collaborazione del partner Associazione Dialogo, la raccolta contribuirà anche a rispondere alle necessità di abbigliamento delle persone detenute nel carcere di Porto Azzurro, collegando il laboratorio alle attività di solidarietà già presenti sul territorio.Sono benvenute anche competenze e proposte di collaborazione volontaria: dalla disponibilità a insegnare al supporto nelle attività di raccolta e organizzazione, ciascuno potrà contribuire alla realizzazione del progetto che punta a inserire nel mondo del lavoro, con attività strutturate dopo l’iniziale start up, persone a rischio di marginalità economica e sociale.
Per contribuire alla raccolta e al progetto: segreteria@fondazioneisoladelba.it

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