È partita da Portoferraio domenica 25 ottobre la Maratona – Uniti per Paolo, un’iniziativa che unisce sport, solidarietà e impegno sociale per lanciare un messaggio forte contro il bullismo, la violenza giovanile e l’indifferenza. Protagonista dell’impresa è Andrea Pieri, trentenne originario di Marciana, che ha intrapreso un viaggio a piedi di circa 550 chilometri, articolato in 15 tappe, con destinazione Milano. Un percorso attraverso Toscana, Liguria, Piemonte e Lombardia, durante il quale sono previsti incontri e momenti di sensibilizzazione rivolti soprattutto ai giovani. La partenza dall’Isola d’Elba è stata accompagnata da un momento di partecipazione e vicinanza. Palloncini bianchi e rossi e tre fischi di saluto del traghetto Oglasa di Toremar hanno segnato l’avvio di un viaggio dal profondo significato umano. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Uniti per Paolo ETS, nasce dalla drammatica vicenda di Paolo Sarullo, il giovane aggredito nella notte del 19 maggio 2024 all’uscita di una discoteca nel Savonese. Un’aggressione legata al tentativo di sottrargli il monopattino elettrico, che gli ha provocato gravissime lesioni e conseguenze permanenti. Da quella storia è nata la volontà di trasformare il dolore in un impegno concreto, affinché nessun altro ragazzo debba subire una simile violenza. La maratona vuole richiamare l’attenzione sull’importanza del rispetto, dell’educazione e della responsabilità individuale, contrastando comportamenti che troppo spesso vengono sottovalutati o liquidati come semplici scherzi. Alla partenza erano presenti alcune istituzioni elbane e numerosi esponenti delle associazioni sportive e sociali del territorio. Il viaggio si concluderà a Milano, dove Andrea incontrerà gli studenti del liceo scientifico statale Vittorio Veneto. Sarà l’ultima tappa di un percorso che vuole lasciare un segno ben oltre i chilometri percorsi: il bullismo non è uno scherzo, la violenza non è mai una soluzione e nessuno deve essere lasciato solo. La partenza dall’Elba rappresenta così l’inizio di un messaggio destinato a tutta Italia, con la speranza che la storia di Paolo possa contribuire a costruire una cultura più consapevole, rispettosa e attenta alle fragilità degli altri.
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