Dal 10 marzo nessuna risposta alla richiesta d’incontro. Anche il sollecito dell’8 ottobre è rimasto senza esito. Il silenzio istituzionale è inaccettabile. La Segreteria regionale FILT CGIL ha richiesto, in data 10 marzo 2026, un incontro con la Regione Toscana, nello specifico con l’assessore ai Trasporti, per affrontare le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori di Toremar in merito al proprio futuro occupazionale e alle prospettive del servizio pubblico di collegamento con l’Arcipelago Toscano. A distanza di mesi, nonostante il sollecito inviato l’8 ottobre 2026, non è pervenuta alcuna risposta né una convocazione. Riteniamo imbarazzante e inaccettabile che le istituzioni non trovino il tempo di rispondere a lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono un servizio pubblico essenziale.
Non si tratta di una semplice questione di forma, ma di rispetto nei confronti di persone che hanno diritto a conoscere il proprio futuro professionale e a ricevere risposte chiare da chi ha la responsabilità delle decisioni. Le organizzazioni sindacali hanno scelto la strada del confronto istituzionale, agendo con responsabilità e disponibilità al dialogo. Tuttavia, il dialogo deve essere reciproco: non può esserci confronto quando alle richieste formali segue soltanto il silenzio. Per queste ragioni, è stato aperto lo stato di agitazione dei lavoratori Toremar. Una decisione assunta per richiamare l’attenzione delle istituzioni su una situazione che non può più essere ignorata e per ottenere finalmente un confronto concreto sulle questioni aperte e sulle prospettive occupazionali del personale.
Chiediamo alla Regione Toscana e all’assessore ai Trasporti di assumersi le proprie responsabilità, rispondendo alla richiesta d’incontro e convocando tempestivamente le organizzazioni sindacali. i sindacati continueranno a sostenere le lavoratrici e i lavoratori, riservandosi di valutare ulteriori iniziative sindacali qualora persistesse l’assenza di risposte. Il futuro dei lavoratori non può essere lasciato nell’incertezza. Il silenzio non è una soluzione e non può sostituire il dovere delle istituzioni di confrontarsi con le parti sociali.
*Daniele Pini (segreteria territoriale Filt-Cgil Livorno)
*Andrea Sirabella (segreteria regionale Uiltrasporti)



