Il comunicato

Italia Nostra sul futuro parco eolico tra Capraia e Gorgona

"Presentati ineludibili rischi ambientali. Timidi per ora gli interventi delle istituzioni"

Il progetto eolico offshore da 864 MW (48 grandi pale tra Capraia e Gorgona), presentato dalla società ATIS Floating Wind s.r.l dell’ENI, se autorizzato, sarà il più grande parco eolico del Mediterraneo, e risulta ancora in istruttoria tecnica presso la Commissione PNRR-PNIEC del MASE (Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica). Attualmente è fermo presso la Direzione Tutela dell’Ambiente ed Energia della Regione Toscana che ne sta completando la valutazione di impatto ambientale.

Nel mese di gennaio di quest’anno, in coerenza con i tempi dettati dal procedimento, Italia Nostra è prontamente intervenuta inoltrando precise osservazioni che mettono in evidenza gli ineludibili rischi ambientali che il progetto presenta: la nostra sezione si è concentrata sulla tutela della realizzazione a mare nel bel mezzo del “Santuario dei cetacei” tra Capraia e Gorgona; i colleghi della sezione Valdicornia sulla tutela dell’impatto della linea elettrica, che “sbarcando” sulla costa davanti a Rosignano, dovrebbe scendere fino alla Valdicornia, attraversando l’importante area di Bolgheri.

Finora, a parte il Comune di Rosignano, che da subito ha contestato alcuni aspetti del progetto, registriamo solo timidi interventi da parte delle istituzioni, che pur rappresentando sacrosante ragioni per mettere in dubbio – perlomeno – la scelta del luogo dove si vorrebbe realizzare, non sembrano trovare molto accoglimento.

Tra questi ultimi:
1) il Genio Civile del Valdarno Inferiore che ha chiesto documentazione aggiuntiva sulle interferenze delle opere di collegamento elettrico con i corsi d’acqua di sua competenza e le relative fasce di rispetto.
2) il Comune di Livorno, fatalmente interessato da tutta una serie di aspetti del progetto, che ha sottolineato i seguenti rischi:

– Santuario Pelagos: possibili impatti negativi sulla fauna marina protetta.
– Possibili effetti cumulativi: necessità di considerare anche gli impatti di altre infrastrutture, come il rigassificatore offshore e la futura Piattaforma Europa.
– Cambiamenti climatici: insufficiente valutazione degli effetti dell’innalzamento del livello del mare durante la vita dell’impianto
– Numerosi siti Natura 2000, tra cui le aree marine di Gorgona e Capraia.

3) Il MIC ( il Ministero della Cultura) ,attraverso la SABAP(Sovrintendenza ai Beni artistici di Pisa e Livorno) che, oltre a chiedere una copiosa integrazione di documenti, ha chiesto di valutare una “location” alternativa e di interrare la linea elettrica.

Non ci risulta che altre Istituzioni, come il Comune di Capraia, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano o l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, anche se solo sfiorate dal perimetro del costruendo parco eolico, abbiano inoltrato al MASE un loro parere che invece sarebbe utile conoscere.

La Regione Toscana è l’Ente che, sulla base di quanto sopra e delle valutazioni che ancora sono “in itinere”, deve esprimersi: ad oggi ha richiesto al MASE approfondimenti sulla documentazione di progetto il 7 gennaio 2026 protocollo 0248100; con documento del 26 febbraio 2026, protocollo 0177018, con ulteriori integrazioni seguite da un’appendice alla precedente, protocollata dal MASE con il numero 0048559 del 4 marzo 2026.

Tutte azioni interlocutorie che non evidenziano una precisa posizione.
Non ha dunque ancora né autorizzato né respinto.

Ci auguriamo che le Osservazioni che sono state inoltrate, comprese le nostre, siano avallate dalla procedura VIA della Regione e contribuiscano così a fare in modo che il progetto venga riposizionato in una zona diversa.

 

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