, LE FOTO

Il programma e i protagonisti del viaggio attraverso l’Italia

do Fondazione Uniti per Paolo ETS

UNITI PER PAOLO: ECCO IL PROGRAMMA E I PROTAGONISTI DEL  VIAGGIO ATTRAVERSO L’ITALIA CONTRO LA VIOLENZA GIOVANILE, IL BULLISMO E L’INDIFFERENZA

Soggetto promotore: Fondazione Uniti per Paolo ETS
Maratoneta: Andrea Pieri
Partenza: Isola d’Elba – Portoferraio
Percorso sulla terraferma: da Piombino a Milano
Periodo: ottobre – novembre 2026
Distanza complessiva: circa 550 km
Regioni attraversate: Toscana, Liguria, Piemonte e Lombardia

Partenza il 25 /10 Portoferraio – Piombino

Arrivo il 25/10 a Cecina

TAPPE SUCCESSIVE:

26/10 a Pisa

27/10 a Viareggio

28/10 a Massa (la mattina ci sarà incontro con le scuole a Viareggio, il pomeriggio evento a Massa)

29/10 a Spezia

30/10 a Sestri Levante

31/10 a Genova

01/11 a Savona

02/11 a Albenga

03/11 a Cairo

04/11 a Acqui terme

05/11 a Alessandria

06/11 a Voghera

07/11 a Pavia

08/11 a Milano

Con il patrocinio di 4 regioni, Anci nazionale e tutti i comuni coinvolti

PREMESSA

La Maratona Uniti per Paolo 2026 nasce con l’obiettivo di trasformare lo sport in uno straordinario strumento di sensibilizzazione, incontro e partecipazione sociale.

Non si tratta semplicemente di un’impresa sportiva e neppure di una corsa finalizzata al raggiungimento di un risultato agonistico.

È un viaggio attraverso territori e comunità, costruito intorno a un messaggio preciso: contrastare la violenza giovanile, il bullismo e l’indifferenza attraverso la prevenzione, l’educazione, la responsabilità e la costruzione di legami.

Il progetto è promosso dalla Fondazione Uniti per Paolo ETS, nata dalla storia di Paolo Sarullo e dalla volontà della sua famiglia di trasformare una vicenda drammatica in qualcosa di positivo e utile per gli altri.

Paolo è stato vittima, giovanissimo, di una gravissima aggressione che ha cambiato radicalmente la sua vita e quella della sua famiglia.

Da quel momento è iniziato un percorso lungo e difficilissimo, ma proprio da quel dolore è maturata una scelta precisa: non alimentare odio o desiderio di vendetta, ma trasformare quanto accaduto in prevenzione, educazione, solidarietà e perdono.

Da questa visione nasce la Fondazione e da questi stessi valori nasce la Maratona Uniti per Paolo.

IL PROGETTO

Il protagonista Andrea Pieri , elbano di Marciana, ha scelto di mettere a disposizione della Fondazione ciò che possiede di più personale: la propria storia, la propria determinazione, la propria capacità di affrontare la fatica e la propria passione per la corsa.

Andrea percorrerà circa 550 chilometri, attraversando numerose città italiane fino ad arrivare a Milano.

Ma il numero dei chilometri rappresenta soltanto la dimensione fisica del progetto.

La vera sfida consiste nel trasformare ogni chilometro in un’occasione per parlare, incontrarsi e riflettere.

Andrea non corre per battere un record.

Corre per portare un messaggio.

Corre perché lungo quelle strade possano incontrarsi persone che hanno vissuto esperienze differenti ma condividono la stessa volontà di costruire qualcosa di positivo.

Corre affinché un giovane possa fermarsi anche solo per pochi minuti ad ascoltare una storia.

Corre perché le vittime e le loro famiglie possano sapere di non essere sole.

Corre affinché la prevenzione della violenza non rimanga soltanto un argomento da affrontare dopo una tragedia, ma diventi una responsabilità quotidiana di tutta la comunità.

LA PARTENZA DALL’ISOLA D’ELBA: IL PRIMO PASSO

Particolare valore simbolico assume la partenza dall’Isola d’Elba, territorio di origine di Andrea Pieri e luogo dal quale prenderà ufficialmente vita il viaggio della Maratona Uniti per Paolo.

La scelta dell’Elba non rappresenta soltanto un punto geografico di partenza.

Vuole racchiudere un significato molto più profondo: da un’isola parte un messaggio destinato a superare i propri confini, attraversare il mare e percorrere centinaia di chilometri per raggiungere territori, comunità e giovani di diverse regioni italiane.

L’Isola d’Elba diventa simbolicamente il “chilometro zero” del progetto, il luogo nel quale un gesto individuale inizia a trasformarsi in un impegno collettivo.

Da qui Andrea partirà portando con sé non soltanto la propria determinazione sportiva, ma un messaggio di prevenzione, responsabilità, rispetto, solidarietà e contrasto alla violenza.

Anche il passaggio dall’isola alla terraferma assume così un forte significato simbolico:

il mare non rappresenta una distanza, ma il primo ponte della maratona.

Il messaggio lascia l’Elba, raggiunge Piombino e da quel momento prosegue attraverso le strade italiane.

Un messaggio che nasce su un’isola, attraversa il mare e si mette in cammino verso l’Italia.

UN VIAGGIO ATTRAVERSO I TERRITORI

Uno degli elementi più importanti della Maratona Uniti per Paolo è il rapporto con i territori attraversati.

La maratona non vuole semplicemente “passare” dalle città.

Vuole entrare nelle città.

Vuole incontrarne le istituzioni, le associazioni, le scuole, i giovani, le famiglie, il volontariato e tutte quelle persone che quotidianamente lavorano per rendere le proprie comunità migliori.

Ogni tappa potrà quindi assumere una propria identità.

In alcune città saranno organizzati momenti di incontro e sensibilizzazione; in altre verranno coinvolte associazioni e realtà del territorio; in altre ancora saranno protagonisti gli studenti.

In questo modo la maratona diventa una vera e propria staffetta sociale, nella quale ogni comunità può raccogliere il messaggio e contribuire ad arricchirlo prima di consegnarlo idealmente alla tappa successiva.

VIAREGGIO: L’INCONTRO CON LE SCUOLE

Tra le tappe particolarmente significative vi sarà Viareggio, dove, grazie alla collaborazione e alla disponibilità dell’Amministrazione comunale, è previsto un importante momento di incontro con il mondo scolastico.

La presenza degli studenti rappresenta perfettamente il significato della Maratona Uniti per Paolo.

La prevenzione deve infatti partire dai giovani e deve avere il coraggio di entrare nei luoghi nei quali i ragazzi crescono, studiano, costruiscono relazioni e formano la propria identità.

Parlare di violenza giovanile significa parlare anche di bullismo, rispetto, responsabilità personale, gestione dei conflitti, uso consapevole delle parole, empatia e conseguenze delle proprie azioni.

L’incontro con le scuole vuole quindi essere un momento autentico di confronto e non una semplice celebrazione del passaggio della maratona.

Se vogliamo cambiare qualcosa domani, dobbiamo avere il coraggio di parlare ai ragazzi oggi.

MASSA: INSIEME PER GIACOMO E L’INCONTRO TRA LE STORIE

Un’altra tappa dal fortissimo significato umano sarà Massa, dove il viaggio incontrerà l’Associazione Insieme per Giacomo.

Sarà un momento particolarmente importante perché la Maratona Uniti per Paolo vuole essere anche questo: un luogo nel quale le storie possono incontrarsi, riconoscersi e sostenersi reciprocamente.

In questo percorso desideriamo ricordare Giacomo, la sua storia e la sua straordinaria famiglia.

Un pensiero particolare va alla Presidente Romina Carso, alla quale la Fondazione Uniti per Paolo esprime profonda stima per il coraggio, la determinazione e la forza con cui porta avanti l’impegno affinché Giacomo continui a essere ricordato e la sua storia possa generare consapevolezza e lasciare un segno negli altri.

Esistono storie che nessuna famiglia dovrebbe essere costretta ad affrontare.

Ma esistono anche famiglie che, davanti a un dolore immenso, trovano la forza di trasformarlo in memoria, impegno e aiuto verso gli altri.

È proprio questo uno dei significati che vogliamo dare alla tappa di Massa.

Non mettere a confronto il dolore.

Non stabilire quale storia sia più importante.

Ma unire le storie affinché insieme possano avere una voce ancora più forte.

Ricordare Giacomo significa permettere alla sua storia di continuare a parlare.

Ed è un valore che la Fondazione Uniti per Paolo sente profondamente vicino alla propria missione.

IL SOSTEGNO DELLA VAB PROTEZIONE CIVILE

Un progetto di questa portata non potrebbe essere realizzato senza la disponibilità di persone e organizzazioni che scelgono concretamente di mettersi al servizio dell’iniziativa.

Per questo desideriamo rivolgere un particolare ringraziamento alla VAB – Vigilanza Antincendi Boschivi / Protezione Civile, per il sostegno e la disponibilità lungo il percorso.

Percorrere centinaia di chilometri e attraversare territori differenti richiede infatti non soltanto preparazione atletica, ma anche organizzazione, attenzione, supporto logistico e presenza sul territorio.

La collaborazione del volontariato rappresenta inoltre perfettamente uno dei valori che la maratona vuole trasmettere: nessuna grande sfida si affronta davvero da soli.

Dietro ogni chilometro percorso da Andrea ci saranno persone che avranno deciso di donare tempo, competenze ed energie perché quel messaggio possa continuare il proprio viaggio.

A loro va la gratitudine della Fondazione.

IL PROGETTO “ATEFANO”: DARE UN NOME A UN DOLORE CHE ESISTE

La Maratona Uniti per Paolo vuole essere anche uno spazio capace di dare voce a progetti e realtà che affrontano temi sociali profondamente vicini alla missione della Fondazione.

Tra questi assume un significato particolare il progetto promosso dalla APS Rachele Franchelli, che la Fondazione Uniti per Paolo ha scelto di sostenere e valorizzare.

Al centro dell’iniziativa vi è la parola “ATEFANO”.

Una parola nata dall’esigenza di dare un nome a una condizione umana tanto terribile quanto difficile da descrivere: quella di un genitore che perde un figlio.

La nostra lingua possiede parole precise per descrivere alcune delle perdite più dolorose della vita.

Chi perde il coniuge è vedovo o vedova.

Chi perde i genitori è orfano.

Ma per un padre o una madre che perde un figlio non esiste, nell’uso comune della lingua italiana, una parola altrettanto immediata capace di identificare quella condizione.

Ed è proprio da questo vuoto che nasce ATEFANO.

Il progetto portato avanti dalla APS Rachele Franchelli vuole far conoscere e diffondere questa parola, lavorando affinché possa essere riconosciuta, compresa e utilizzata sempre più ampiamente a livello nazionale, fino a entrare stabilmente nel linguaggio comune come termine capace di dare identità e riconoscimento a una condizione che oggi non possiede un nome universalmente utilizzato.

Non si tratta semplicemente di introdurre una nuova parola.

Dare un nome significa riconoscere.

Significa permettere a una persona di definire ciò che sta vivendo.

Significa rendere visibile una condizione che coinvolge moltissime famiglie e che troppo spesso rimane confinata nel silenzio individuale.

Per la Fondazione Uniti per Paolo sostenere questo progetto assume inoltre un significato profondamente personale.

La storia di Paolo avrebbe potuto portare la sua famiglia a vivere quella stessa condizione.

Per questo comprendiamo quanto sia importante che anche attraverso il linguaggio una società sappia riconoscere il dolore, accoglierlo e non lasciarlo nell’invisibilità.

Durante la maratona vogliamo quindi contribuire a far conoscere ATEFANO, affinché una parola nata da una storia e da un’esigenza reale possa viaggiare insieme ad Andrea e raggiungere sempre più persone.

Perché anche le parole possono creare consapevolezza.

E qualche volta dare un nome significa anche dire a qualcuno: vediamo il tuo dolore, lo riconosciamo, non sei invisibile.

 

LA COLLABORAZIONE CON LA FONDAZIONE WILLIAM SALICE: INVESTIRE NEI GIOVANI E NEL LORO FUTURO

All’interno della rete costruita intorno alla Maratona Uniti per Paolo assume particolare importanza la collaborazione con la Fondazione legata alla figura di William Salice, realtà che ha dedicato una parte fondamentale della propria attività al mondo dei giovani, alla loro crescita e alla valorizzazione del talento.

La figura di William Salice porta con sé una visione che sentiamo profondamente vicina: credere nei ragazzi significa offrire loro occasioni, strumenti, fiducia e soprattutto la possibilità di scoprire il proprio valore.

Per questo la collaborazione assume un significato che va ben oltre il sostegno alla singola iniziativa.

La prevenzione della violenza giovanile, infatti, non può essere costruita esclusivamente attraverso divieti o interventi successivi agli episodi di violenza. Prevenire significa anche creare alternative, offrire opportunità, intercettare il disagio, valorizzare capacità e passioni e aiutare i giovani a immaginare un futuro nel quale possano sentirsi protagonisti.

È proprio su questo terreno che le esperienze delle due Fondazioni possono incontrarsi.

La Fondazione Uniti per Paolo ETS porta avanti un percorso nato dalle conseguenze drammatiche della violenza giovanile e dalla volontà di trasformare quel dolore in prevenzione, educazione, responsabilità e sostegno.

L’esperienza legata a William Salice, invece, ha posto per anni al centro i giovani, le loro aspirazioni, la creatività e il talento, partendo dalla convinzione che ogni ragazzo possieda potenzialità che meritano di essere riconosciute e accompagnate.

Sono prospettive differenti che convergono verso un obiettivo comune:

non aspettare che un giovane si perda per accorgersi di lui.

Occorre creare comunità capaci di ascoltare prima, accompagnare prima, offrire opportunità prima.

Per questo la collaborazione all’interno della Maratona Uniti per Paolo vuole lanciare anche un messaggio positivo: parlare di giovani non significa parlare soltanto di violenza, bullismo, disagio o devianza.

Significa soprattutto parlare di talento, possibilità, sogni, responsabilità, seconde opportunità e futuro.

La maratona vuole quindi contribuire a cambiare anche il modo nel quale raccontiamo le nuove generazioni: non giovani da temere, ma ragazzi sui quali investire.

La collaborazione tra queste realtà rappresenta così un ulteriore tassello della rete che la Maratona Uniti per Paolo vuole costruire lungo il proprio percorso: una rete nella quale prevenzione e valorizzazione del talento possano procedere insieme.

Perché contrastare la violenza significa certamente intervenire sulle sue conseguenze.

Ma significa soprattutto creare le condizioni affinché un ragazzo possa scegliere una strada diversa prima che la violenza entri nella sua vita.

Ed è forse questo uno dei messaggi più importanti che vogliamo portare lungo i 550 chilometri della Maratona Uniti per Paolo:

ogni giovane ha bisogno di qualcuno che sappia vedere ciò che può diventare, prima di giudicarlo soltanto per ciò che è stato.

IL COINVOLGIMENTO DELLE SCUOLE E DEI GIOVANI

Il mondo scolastico rappresenta uno dei destinatari principali dell’intero progetto.

La Fondazione Uniti per Paolo ritiene infatti che non sia sufficiente intervenire quando la violenza è già avvenuta.

Occorre investire sulla prevenzione.

La maratona diventa quindi anche uno strumento per avvicinare i ragazzi attraverso un linguaggio differente.

La corsa, la fatica, il superamento dei propri limiti e la capacità di rialzarsi diventano metafore attraverso le quali affrontare temi molto più complessi.

L’obiettivo non è dire ai ragazzi semplicemente che “la violenza è sbagliata”.

L’obiettivo è portarli a comprendere che ogni scelta produce conseguenze e che anche pochi secondi possono cambiare per sempre la vita di una persona, di una famiglia e, indirettamente, di un’intera comunità.

INCLUSIONE E PARTECIPAZIONE

La Maratona Uniti per Paolo nasce come progetto aperto.

Non è necessario essere maratoneti per partecipare.

Lungo il percorso potranno essere coinvolti sportivi, cittadini, ragazzi, famiglie, associazioni, persone con disabilità, realtà del volontariato e chiunque condivida i valori dell’iniziativa.

Si potrà accompagnare Andrea anche soltanto per un tratto.

Perché il significato non è riuscire a percorrere 550 chilometri.

Il significato è scegliere di fare un pezzo di strada insieme.

Ed è proprio questa una delle immagini più importanti che vogliamo lasciare attraverso il progetto.

UNA RETE CHE UNISCE REALTÀ DIVERSE

La Maratona Uniti per Paolo vuole costruire ponti.

Tra istituzioni e cittadini.

Tra scuola e territorio.

Tra sport e sociale.

Tra volontariato e mondo delle imprese.

Tra associazioni che portano avanti battaglie differenti ma condividono valori comuni.

Non vogliamo che le diverse realtà coinvolte perdano la propria identità.

Al contrario.

Vogliamo che ciascuna possa portare nel viaggio la propria storia, la propria esperienza e il proprio messaggio.

Perché una rete non nasce quando tutti diventano uguali.

Nasce quando realtà diverse decidono di camminare nella stessa direzione.

RACCOLTA FONDI 

Alla Maratona Uniti per Paolo è collegata una raccolta fondi destinata a sostenere le attività e i progetti sociali ed educativi della Fondazione Uniti per Paolo ETS.

Le donazioni dovranno confluire direttamente alla Fondazione che finanzieranno tutti i diversi progetti visionabili sul sito web www.fondazioneunitiperpaolo.org

L’obiettivo è trasformare l’attenzione generata dall’impresa sportiva in azioni concrete e durature.

Le risorse raccolte potranno contribuire a sostenere i progetti educativi della Fondazione, gli interventi nelle scuole, le attività di prevenzione, le iniziative rivolte ai giovani, i percorsi di sensibilizzazione, le borse di studio e le attività di sostegno alle vittime e alle loro famiglie.

Iban IT19B0306909606100000414261

Intestatario Fondazione Uniti per Paolo ETS

COMUNICAZIONE E IMPATTO

L’intero percorso sarà accompagnato da un’attività di comunicazione attraverso social network, stampa, televisioni, media locali e nazionali e i canali della Fondazione.

Ma anche in questo caso il protagonista non dovrà essere soltanto Andrea.

Vogliamo raccontare le persone incontrate lungo la strada.

Le scuole.

Le associazioni.

I volontari.

Le famiglie.

Le amministrazioni che hanno creduto nel progetto.

Le storie di chi ha attraversato il dolore e ha deciso di trasformarlo in qualcosa di utile.

Ogni tappa potrà diventare così una pagina di un unico grande racconto.

GLI OBIETTIVI DELLA MARATONA

La Maratona Uniti per Paolo intende sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza giovanile e sul bullismo; promuovere prevenzione, educazione e responsabilità; coinvolgere direttamente studenti e giovani; sostenere le vittime e le loro famiglie; valorizzare le associazioni e le esperienze positive presenti sui territori; creare una rete tra istituzioni, scuole, volontariato, sport, Terzo Settore e imprese; raccogliere fondi per progetti concreti e utilizzare lo sport come linguaggio universale capace di avvicinare persone molto diverse.

L’ambizione più importante, tuttavia, è un’altra.

Fare in modo che al termine del percorso rimanga qualcosa.

Una collaborazione.

Un progetto.

Una parola conosciuta da più persone.

Una scuola che continui a parlarne.

Un’associazione che abbia trovato una nuova rete.

Un ragazzo che abbia riflettuto sulle conseguenze delle proprie azioni.

IL VERO TRAGUARDO

La Maratona Uniti per Paolo percorrerà circa 550 chilometri.

Ci sarà una partenza.

Ci saranno tappe, fatica, incontri, persone e territori.

E ci sarà un arrivo.

Ma il vero traguardo non sarà Milano.

Il vero traguardo sarà tutto ciò che saremo riusciti a costruire durante quei chilometri.

Se una storia sarà stata ascoltata.

Se una famiglia si sarà sentita meno sola.

Se un’associazione avrà trovato nuove persone disposte ad ascoltarla.

Se la parola ATEFANO sarà conosciuta da migliaia di persone in più.

Se uno studente, dopo aver incontrato Andrea, Paolo, una famiglia o un volontario lungo questo percorso, tornerà a casa ponendosi una domanda in più prima di compiere un gesto violento.

Allora quei 550 chilometri avranno avuto un senso.

Perché questa maratona non vuole dimostrare semplicemente quanto lontano possa arrivare un uomo correndo.

Vuole dimostrare quanto lontano possa arrivare un messaggio quando tante persone decidono di portarlo insieme.

La corsa appartiene ad Andrea.
Il messaggio appartiene a tutti.
Il traguardo è una società nella quale la violenza non venga accettata come inevitabile, ma contrastata prima che sia troppo tardi.

 

Rossella Lamarra 

Presidente e legale rappresentante Fondazione Uniti per Paolo Ets

Www.fondazioneunitiperpaolo.org 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

L’isola d’Elba protagonista al concorso Aces Video Awards

In gara il video realizzato per la candidatura al titolo di "Elba Isola Europea dello Sport"

Portoferraio ha dedicato una via ad Oreste Bertucci

La partecipata cerimonia domenica 13 settembre di fronte ad un folto pubblico

Premio Letterario Elba, Portoferraio al centro della cultura

Finale alla Linguella, il supervincitore Marcello Fois con "L'immensa distrazione"