L’Elba si trova davanti alla necessità di costruire un’economia sempre più capace di andare oltre i mesi estivi. È questo il quadro che emerge dall’analisi presentata da Confindustria Toscana Centro e Costa, con numeri che evidenziano alcune criticità strutturali, ma anche margini di sviluppo per il territorio. Tra i dati più significativi c’è quello relativo alla manifattura, che nell’isola ha visto diminuire le imprese locali da 181 a 137 tra il 2012 e il 2023, con una riduzione del 24,3%. Nel 2023 gli occupati del comparto rappresentavano appena il 4,16% degli addetti complessivi, una percentuale ancora più bassa nel solo comune di Portoferraio, dove si attestava al 3,74%. Un altro elemento riguarda il mercato del lavoro. Nel periodo 2022-2026, secondo l’elaborazione di Confindustria, l’89,7% dei nuovi avviamenti al lavoro è avvenuto con contratti a tempo determinato, mentre soltanto il 10,3% ha riguardato rapporti stabili. Un dato che richiama direttamente il tema della stagionalità e della difficoltà di trasformare l’occupazione turistica in lavoro continuativo. Anche il reddito evidenzia una distanza rispetto ad altri territori. Nel 2023 il reddito imponibile medio per contribuente all’Elba risultava inferiore di circa 8 mila euro rispetto a quello registrato a Livorno e di oltre 5.250 euro rispetto a Firenze. Nel frattempo è diminuito anche il numero delle unità locali complessive: dalle 3.608 del 2012 alle 3.456 del 2023, con una contrazione del 4,2%. La struttura stagionale dell’economia uno dei nodi principali individuati nel rapporto. L’elevata incidenza dei contratti a termine rappresenta infatti uno degli elementi che caratterizzano il mercato del lavoro elbano. Nel confronto con altre realtà toscane emerge inoltre una maggiore presenza di giovani nella popolazione residente, un elemento che può rappresentare una risorsa importante per il futuro, a condizione che il territorio riesca a creare opportunità professionali sufficientemente stabili e qualificate. L’obiettivo, quindi, non è soltanto aumentare il numero delle presenze turistiche, ma diversificare l’economia, rafforzando attività produttive, servizi, professioni e iniziative capaci di generare occupazione anche durante i mesi invernali. Tra gli argomenti affrontati c’è anche quello dell’accesso al credito. Nel dossier viene sottolineata la necessità di strumenti maggiormente adeguati alle caratteristiche delle isole minori, soprattutto per sostenere investimenti e nuove iniziative imprenditoriali. La distanza dalle principali aree produttive della Toscana, i costi logistici e la dimensione del mercato rappresentano infatti elementi che possono incidere sulla competitività delle aziende elbane. Da qui la richiesta di una maggiore attenzione alle specificità insulari, anche attraverso strumenti finanziari e agevolazioni capaci di accompagnare le imprese nei percorsi di crescita.



