Caro presidente Giani …. “La continuità didattica”

di Linda del Bono

Riceviamo e pubblichiamo:

Caro Presidente Giani,
ho letto che vorrebbe fare delle “leggi speciali” per l’arcipelago toscano. E, da persona che vive e lavora sull’isola, mi son detta: finalmente! Vediamo allora di capire come potremmo usare questa miracolosa specialità legislativa per affrontare uno dei problemi più seri della scuola insulare: la continuità didattica.
Partiamo dal sostegno, perché è la questione che in questi giorni sta facendo discutere maggiormente.
La faccenda della “continuità dei docenti di sostegno”, a mio avviso, andava spiegata molto meglio ai genitori, ma anche agli stessi docenti. Fino allo scorso anno, infatti, non era affatto chiaro nemmeno a noi come sarebbe avvenuto il “reclutamento”. Già: si chiama proprio così.
Adesso che è più chiaro, scopriamo che, in realtà, non è cambiato granché rispetto al passato; i punteggi delle graduatorie provinciali devono essere rispettati, giustamente, e non si può certo applicare il principio del “chi prima arriva, prima alloggia” solo perché ha firmato le carte della continuità.
Se vogliamo davvero garantire la continuità didattica Presidente, dobbiamo trovare un modo diverso di organizzare il reclutamento, a monte, e potremmo parlarne per giornate intere, perché il problema non riguarda soltanto gli insegnanti di sostegno.

Vogliamo davvero considerare normale che uno studente possa cambiare sette insegnanti di diritto o lettere in cinque anni? O che ogni settembre la scuola elbana e la sua utenza tutta debba ricominciare quasi da capo a costruire relazioni e percorsi educativi?
Se la risposta è NO, ed ènindiscutibilmente NO allora servono soluzioni strutturali.
E qui arriviamo a lei, Presidente, e alle sue “leggi speciali”.
Ci dica lei come. Anzi, da brava cittadina che NON l’ha votato in favore di Antonella Bundu, le scrivo io una proposta da legge “speciale” ma anche molto concreta!

L’Ufficio Scolastico Provinciale, su indicazione dell’ USR, non potrebbe creare una graduatoria specifica per l’Elba, con un meccanismo di doppio punteggio, come avveniva in passato? Perché non prevedere contratti almeno triennali, vincolati alla sede, per chi sceglie consapevolmente di lavorare sull’isola? E perché non introdurre importanti sgravi fiscali per chi affitta abitazioni ai docenti, così da rendere realmente possibile trovare casa a chi viene qui a lavorare?
Invece di prendere il ruolo, venire sull’isola e poi, dopo dodici mesi, chiedere un’assegnazione provvisoria per tornarsene sulla terraferma.
Non sarebbe la soluzione a tutti i problemi, naturalmente, ma potrebbe essere un piccolo passo nella direzione giusta.
Perché magari, creando condizioni un po’ più favorevoli, qualcuno potrebbe anche decidere di restare, ed è subito “ripopolazione”! Lei ha usato un’altra parola, la mia fa più ridere la sua era, francamente, troppo politicamente corretta.
E forse, Presidente, sarebbe questa una delle “leggi speciali” di cui abbiamo bisogno: non una deroga alle regole, ma regole capaci di tenere conto delle condizioni speciali di chi vive e lavora, con sacrificio sulle isole e prima di tutto, un diritto degli studenti e delle studentesse.
E se davvero vogliamo tutelarlo, sarebbe bello che alle parole “leggi speciali” (certo di meglio ne potevi trovare Eugè) seguissero, finalmente, anche qualche proposta concreta, magari cominciando proprio dalla scuola.
Saluti.
Linda Del Bono

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