Rotary Club Isola d’Elba: amicizia, servizio e innovazione

Serata all’Hotel Désirée in occasione della tradizionale festa dell'amicizia. Il resoconto

Una serata nel segno dell’amicizia, del servizio e dell’attenzione alla comunità elbana quella organizzata venerdì scorso dal Rotary Club Isola d’Elba nella splendida cornice dell’Hotel Désirée, in occasione della tradizionale Festa dell’Amicizia. Un appuntamento particolarmente sentito dal Club, nato come momento di incontro, condivisione e unione con i tanti rotariani appartenenti ad altri Club che, durante il periodo estivo, scelgono l’Isola d’Elba per trascorrere le proprie vacanze. A fare gli onori di casa è stato il presidente del Rotary Club Isola d’Elba, Maurizio Arvecchi, che ha rivolto il proprio saluto ai soci e ai numerosi ospiti presenti. La conviviale ha visto inoltre la gradita presenza di importanti rappresentanti distrettuali del Rotary, tra cui Gabriele Pazzagli, Assistente del Governatore del Distretto 2071, e Marcello Tredici, Revisore dei Conti del Distretto 2071. Una presenza particolarmente significativa proprio in occasione della Festa dell’Amicizia, che ha contribuito a sottolineare il forte legame tra il Rotary Club Isola d’Elba, il Distretto e i rotariani provenienti da altri Club presenti sull’Isola.

La telemedicina: la sanità più vicina agli elbani

Il primo importante momento della serata è stato dedicato a un tema di grande attualità per il territorio: il progetto di telemedicina all’Isola d’Elba, un servizio che guarda al futuro della sanità e che assume un valore ancora maggiore in una realtà insulare, dove le distanze e la necessità di spostarsi sulla terraferma rappresentano spesso un disagio per i pazienti. A presentare il progetto è stato il dottor Guido Vagheggini, che ha illustrato il percorso avviato all’Elba con l’obiettivo di rendere le cure specialistiche sempre più vicine ai cittadini. Il nuovo sistema mette in collegamento le strutture sanitarie territoriali elbane con l’ospedale di Portoferraio e gli specialisti, consentendo di effettuare televisite e prestazioni diagnostiche a distanza, con particolare attenzione, in questa prima fase, alle patologie cardiologiche e respiratorie. Un modello che vede collaborare specialisti ospedalieri, medici di medicina generale e personale infermieristico e che punta a ridurre il cosiddetto “pendolarismo sanitario”, favorendo diagnosi più rapide e limitando gli spostamenti dei pazienti, particolarmente gravosi per anziani, persone fragili e malati cronici. Un progetto che ben rappresenta uno degli obiettivi fondamentali del Rotary: mettere innovazione, professionalità e competenze al servizio delle persone e del territorio.

La Paul Harris Fellow al professor Filippo Randelli

La serata ha poi vissuto il suo momento più intenso ed emozionante con la consegna al professor Filippo Maria Nicola Randelli della Paul Harris Fellow, il più alto e prestigioso riconoscimento rotariano. Il presidente Maurizio Arvecchi ha ceduto la parola alla vicepresidente Michela Venturini, che ha illustrato le motivazioni del riconoscimento e ripercorso una storia che va ben oltre il prestigioso curriculum professionale del professor Randelli. Una storia che parla di amore, servizio e amicizia. Tre parole che racchiudono anche alcuni dei valori più autentici del Rotary. Tutto ebbe inizio negli anni Settanta, quando il padre di Filippo, il professor Gianni Randelli, illustre ortopedico, arrivò all’Isola d’Elba e se ne innamorò. Quello che inizialmente poteva essere il legame con un luogo di vacanza divenne negli anni qualcosa di molto più profondo. L’Elba diventò per la famiglia Randelli un luogo del cuore, una seconda casa e soprattutto una comunità alla quale sentirsi profondamente legati. E proprio perché tanto aveva ricevuto da questa terra in termini di accoglienza, amicizia e affetto, il professor Gianni Randelli sentì il desiderio di restituire qualcosa alla comunità elbana, mettendo a disposizione ciò che di più prezioso possedeva: la propria professionalità. Per molti anni offrì infatti la sua esperienza e le sue competenze mediche agli elbani che avevano bisogno del suo aiuto, trasformando il proprio legame con l’Isola in un autentico esempio di servizio. Il professor Gianni Randelli oggi non c’è più, ma quella sua eredità non è andata perduta. È rimasta nei suoi figli, ai quali ha trasmesso non soltanto la passione per la medicina e una straordinaria professionalità, ma anche quell’amore profondo per l’Isola d’Elba e quella disponibilità verso gli altri che hanno caratterizzato tutta la sua vita. Un’eredità che Filippo, così come il fratello Pietro, ha raccolto e portato avanti negli anni.

Il professor Filippo Randelli

Il professor Filippo Randelli, laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano con 110 e lode e specializzato in Ortopedia e Traumatologia con il massimo dei voti, è oggi un professionista di riconosciuto prestigio nel campo della chirurgia ortopedica. Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia dell’Anca Displasica dell’ASST Gaetano Pini-CTO di Milano, è esperto di chirurgia dell’anca e traumatologia e vanta una lunga esperienza operatoria, attività didattica universitaria, incarichi in prestigiose società scientifiche nazionali e internazionali e una vasta produzione scientifica. Un curriculum di altissimo livello che si accompagna, però, a quella disponibilità e a quel legame con l’Elba ereditati dal padre.

La consegna della Paul Harris Fellow assume inoltre un significato ancora più speciale perché tre anni fa lo stesso riconoscimento era stato conferito dal Rotary Club Isola d’Elba al fratello, professor Pietro Randelli. Un riconoscimento che oggi, quindi, non premia soltanto una straordinaria carriera professionale, ma idealmente rende omaggio anche a una storia familiare che da oltre cinquant’anni si intreccia con quella dell’Isola d’Elba.

Amicizia e servizio: il filo conduttore della serata

Due momenti apparentemente diversi hanno così trovato un unico filo conduttore durante la conviviale: da una parte una sanità che, grazie all’innovazione e alla telemedicina, cerca di essere sempre più vicina alle persone; dall’altra la storia di una famiglia che ha scelto di mettere la propria professionalità e le proprie competenze a disposizione della comunità elbana. In entrambi i casi una parola li unisce: servizio. Ed è proprio questo il significato più autentico della Festa dell’Amicizia del Rotary Club Isola d’Elba: creare legami che superano i confini dei singoli Club, condividere esperienze e professionalità e trasformare l’amicizia in qualcosa di concreto, capace di generare valore per la comunità. Una serata che ha ricordato come amicizia, amore per il territorio e servizio agli altri siano valori capaci di attraversare il tempo e le generazioni e rappresentino, ancora oggi, l’essenza più profonda dello spirito rotariano.

Michela Venturini

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