Demoniaca, snaturata sensazione di afferrare il mistero, costringere l’invisibile all’argine dei miei occhi: struggersi, liquefarsi le carni sotto l’effetto di una istigazione nuova: andare al di là e lasciarsi consumare, travolgere nei mondi spersi che stanno oltre le nubi dell’oppio, al disopra dei cieli, senza stupefacenti perché questi sono ancora nella nostra sfera, che ci danno miraggi vividi golosi, ma sempre nei tre colori. È più della narcosi, questo, più degli sciroppi, caramelle, del vino; più di una donna o il tabacco, il vizio, la perdizione: è di più; è il nuovo oltre tutta l’esistenza, mettere un piede all’inferno e una mano in paradiso (Raffaello Brignetti, Il gabbiano Azzurro, 1967. Einaudi). Ecco le splendide parole del Maestro della letteratura di mare italiana, che visse per tutta la vita o quasi nella Torre Medicea alla Marina, esempio unico nel panorama culturale italiano e finalista con lo stesso volume del premio Strega. Premio che poi vinse con ‘La spiaggia d’oro’ (Einaudi, 1971. Lo scrittore fu dirimpettaio di Luigi Catta che era titolare della ‘enoteca’ sita di fronte alla Torre, ‘Il Cantinone Catta’ appunto che ancora oggi esiste con la semplice dicitura ‘dal 1946’. Sarà quindi iniziata con il ‘Riconoscimento Speciale alla carriera Luigi Catta’, assegnato la prossima estate ad Antonio Di Pietro il 25 luglio in piazza della Chiesa a partire dalle 21.45 durante la premiazione di Stefano Zurlo, vincitore del premio 2026, una nuova tappa del nostro ultraventennale encomio. Esso sarà dedicato a una delle ‘figurone marinesi’, delle quali abbiamo già lungamente parlato: un esempio di grande imprenditoria e di incredibile capacità di intraprendere quasi dal nulla redditizie e significative attività che hanno lasciato il segno nella vita culturale e socio-economica marinese e direi elbana. Mio nonno Luigi Catta. Dopo un quarto di secolo che il nostro premio rappresenta la ‘punta culturale’ della cittadina e non solo, ci è sembrato doveroso che l’omaggio formale e ufficiale ad un ospite così importante come Antonio Di Pietro fosse dedicato a chi ha rappresentato, insieme ad altri nomi importanti, il meglio delle capacità di sviluppo marinese nel secolo scorso. Luigi Catta fu inoltre in ottimi rapporti personali con lo scrittore Raffaello Brignetti, al punto che a lui fu dedicato il primo albergo della famiglia, chiamato appunto in suo onore Hotel gabbiano Azzurro nel lontano 1972. Il cerchio che così si chiude merita però dei dovuti approfondimenti, storici e culturali, che consentano in modo chiaro ed inequivocabile di giustificare tale significativa intitolazione. ‘Il Catta’ così come veniva affettuosamente chiamato in paese apprese le sue notevoli capacità professionali dal padre Giovanni che era proprietario terriero a Sant’Andrea: egli infatti svolgeva anche attività di ‘mediatore’, ossia si occupava di acquistare vino dai locali produttori di quella costa, quindi anche dai contadini di Patresi, Pomonte e via dicendo, per poi rivenderlo in Continente. La straordinaria capacità imprenditoriale di Luigi Catta portò questa attività a livelli sempre più impegnativi e questo commercio divenne forse l’attività più importante nella Marciana Marina di inizio del secolo scorso, fino e oltre ai Cinquanta del medesimo. Egli coinvolse figure significative come il proprietario della mitica ‘La volontà di Dio’, un grande veliero commerciale, ossia il comandante Pennello che per anni trasportò per Luigi il vino nelle varie località della costa ligure, prima fra tutte La Spezia, per la vendita. In contemporanea allo sviluppo turistico dei Sessanta del Novecento che arrivò violento e totalizzante in quegli anni e che ancora adesso è l’ossatura della vita socio-economica dell’isola, vi fu il passo che segnò un’epoca ovvero la trasformazione di quella che era un’ attività verso l’esterno in una attività interna alla cittadina, ossia la nascita dall’iniziale magazzino di deposito del vino sul porto, prima del suo invio in Continente, di una rivendita al pubblico. Essa non si articolò solo nella statica presenza di un’enoteca, ma nella costruzione di una vera e propria rete turistico-commerciale, legata ad agenzie di viaggio e spesso ai suoi autisti, che portavano direttamente i turisti sul porto, cosa che consentiva di essere essa stessa il volano di una promozione diretta della nostra cittadina, in tempi lontani da internet e da quelle che possiamo considerare le cosiddette ‘moderne comunicazioni’. L’attività fu molto importante perché creò un indotto, legato a questo grande movimento sul porto, che interessò tutta la cittadina e non solo per il periodo di bassa stagione che era quella preferita per i viaggi organizzati, ma come già detto nel senso di una indiretta promozione di tutti i comparti commerciali stagionali. Ne ebbero beneficio inoltre tante famiglie marinesi per decenni, così come fu poi per il cinquantennio che seguì l’apertura dell’hotel, essendo ad esempio tutto il personale del medesimo sempre esclusivamente marinese. Luigi Catta, anche dopo la vendita del cantinone, circa trenta anni orsono perché la famiglia preferì concentrarsi sull’hotellerie essendo nel frattempo diventati due gli hotels, ebbe sempre una sua posizione di grande considerazione e rispetto al porto, tanto da avere una ‘sua’ sedia sotto il loggiato del medesimo che tenne fino alla sua morte da ultra-ottantenne, quando ancora con grande energia una mattina in inverno si stava recando a La Spezia. Certe ‘agiografie apparenti’ sono importanti. Nel caso del mio nonno non si tratta di questo, quanto piuttosto del giusto riconoscimento che va attribuito a chi, ripeto, quasi dal nulla ebbe modo nella sua vita di dimostrare tanta capacità e tanto coraggio imprenditoriale in tempi assai lontani dai nostri, non solo in senso storico, quanto piuttosto in senso culturale, laddove l’assenza di riferimenti similari poneva gli individui a seguire modelli unici e irripetibili. Allora ci auguriamo che questo riconoscimento speciale attribuito ad Antonio Di Pietro possa creare un giusto ‘ponte’ tra due figure così diverse, ma che in realtà hanno molti punti in comune per statura e slancio e che sia di stimolo per questa amministrazione e per quelle che verranno, nonché per la Proloco, affinchè si dia il giusto peso a certe illustri figure del passato della Marina, come i Torino, i Murzi, i Gasparri, i Coltelli per citarne alcuni (ma sempre pochi), senza le quali nulla della nostra ridente cittadina ci sarebbe oggi. Sarà l’artista Francesca Groppelli a realizzare il ‘Riconoscimento speciale alla carriera Luigi Catta’ con uno speciale dodecaedro dedicato a Di Pietro. Per concludere ricordiamo ancora le parole di un grande poeta che scrisse: E giriamo e guardiamo e abbiamo cura delle nostre cose, perché se non ne avremo cura noi, chi ne avrà in vece nostra? E chi si prenderà cura di noi, se saremo incuranti delle stesse nostre cose?’
*Jacopo Bononi-Presidente Premio letterario La Tore isola d’Elba




