Negli anni successivi alla fondazione di Cosmopoli (Portoferraio),avvenuta nel 1548,Cosimo I de’ Medici invia ad amministrare suoi ministri che sono al tempo stesso governatore dell’armi e commissario di giustizia civile e criminale.
Nell’ amministrazione della giustizia civile e criminale il commissario applica le norme del corpo di leggi voluto da Cosimo vigenti in Firenze.Era questo un corpo di leggi severo con il quale il principe Cosimo tiene in pugno il principato, dove la delazione e la tortura sono strumento quotidiano di giustizia.Le pene inflitte vanno da quelle meno pesanti, come le pecuniarie, a quelle via via sempre più severe e pesanti come la pena alla relegazione, al confino con e senza confisca dei beni ,alla condanna al remo sulla galera fino ad arrivare a pene corporali quali la tortura, la mutilazione di arti e poi alla pena capitale.
L’applicazione della sentenza emessa dal tribunale avviene dopo che Cosimo ha dato il suo assenso comunque concedendo sempre al condannato la possibilità di una supplica fatta alla sua persona,
A Portoferraio nel maggio del 1557 è governatore dell’armi e commissario di giustizia Domenico Attavanti:una rissa avviene nel porto e lui interviene per giudicare.
Un documento di archivio dimostra questa attività amministrativa di giustizia del Commissario Attavanti nel maggio 1557. E’ una supplica dove gli umilissimi e fedeli vassalli abitatori di Portoferraio supplicano l’Altezza Reale per denunciare la condotta del Commissario che ha inflitto pene durissime ai responsabili della rissa avvenuta nel porto in cui essi sono coinvolti con certi napoletani della fregata delle galere. Condannati al carcere e alla pena della tortura di due tratti di fune si rivolgono al Serenissimo padrone e signore chiedendo misericordia di tanta rigidezza della pena ,invocando che lo potranno informare sulla verità dei fatti accaduti i Religiosi che sono neutrali insieme con i Capitani delle fortezze.
Questo il testo integrale del documento di archivio:
“Li humilissimi e fedeli vassalli sottoscritti habitatori familiarmente di Portoferraio supplicano all’A.V.S. umilmente co’ reverentia li espongono come il giorno dell’Ascensione prox.o passato s’appiccò questione di homini della terra con certi Napoletani della fregata delle Galere e certi altri che si trovava nel poro alla pesca della Acciughe .La causa fu questa che faciendo questione d’un del porto cadde la spada ad un di loro,et venendo alla resa s’attaccarono ambidua a una medesima spada dove corse altri della terra per spiccarli di sieme et si intromesse certi detti Napoletani senz’armi li uno e li altri e di poi si venne ad intacare uno di detti sergenti e nel ritrarsi così ferito scontrando uno dei loro così armato di spada e pugnale e,gli disse che hai frate rispose se tu vedi so ferito l’armato senz’altro intendere messe et il primo detto homo della terra cominciò a darli e, vedendo tale insolentia se li cominciò a…et s’attaccò in grosso dove comparse il sig Commissario et possendo reparare no’ fece segno alcuno nò di parole nò di fatti anzi lasciò seguire il detto finchè ebbe fine Dio gratia con pochissimo danno dell’una e dell’altra parte… a spegner il fuoco perchè sarebbe in acerbito se nò fussimo stati molti che facevano bon offitio nò di meno maltrattati…
Mandando il S. Commissario hor per l’uno o per l’altro in carcere et senza alcuna examine,o dirgli perché gli diede dua tratti di fune(1) da alto a basso di mala sorte et a 4 be menò alla corda bruttamente vecchi e crepati no li parendo assai la pena afflittiva all’uscita di carcere fece lor pagare sette giuli (2)per homo e per essere miserabili senza alcun bene salvo òe òoro stentate fatiche e tornato scomodo garnde sì perla…Et maggiormente per impedimento delle bracce per un mese non possono valersi della vita e ne minacci di peggio come humili e fedeli vassalli a reverentia molta la vengono inanzi cò qusta supplica per la misericordia del Grande Dio e che si degno a rimediare a tanta rigodezza et obviare a più errori che fatalmente possono nasciere i simil loro trafficato da vari disaggi per dare ardire alla gente forestiera et primo l’habitante nò poter cavar arme né correr tutto detto giorno sono insultati di parole da 4 pescatori Napoletani che trafficano et….rimettano causa di difesa nel prudentissimo e sapientissimo juditio di V.A. Ser.ma alla quale chiedono misericordia di tanta rigidezza e perciò se la nova qualsivoglia informazione della verità li Religiosi che si trovano come neutrali lo potranno del tutto informare insieme coli Capitani delle fortezze …”
(Archivio di stato Firenze)
1)Tortura consistente nel legare le mani dietro le spalle ad una corda che scorre su una carrucola appesa al soffitto in modo da sollevare il torturato da terra e nei casi più gravi oscillare o cadere a terra
MARCELLO CAMICI


