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Il riccio di macchia, un amico da difendere. I consigli

di Antonello Marchese

Antonello MarcheseCopyright

Un invito a prestare attenzione sulle strade elbane e a rallentare soprattutto durante le ore crepuscolari e notturne. Con l’arrivo della primavera i ricci di macchia (Erinaceus europaeus), piccoli e simpatici mammiferi che popolano i nostri boschi e campagne, stanno aumentando le loro attività vitali e quindi gli spostamenti sul territorio isolano. Anche se possiamo dire che col nostro clima mite e soprattutto con le temperature degli ultimi inverni tiepidi, praticamente non vanno nemmeno più in letargo e personalmente li ho osservati quasi tutto l’inverno, in questi giorni però li possiamo notare più facilmente in giro la notte anche, purtroppo, sulle pericolosissime strade asfaltate provinciali.
Animali crepuscolari e notturni, dall’andatura non veloce, sono così facili vittime delle auto: abbagliati dai fari e spaventati dal rumore dei motori finiscono per fermarsi in mezzo alla via appallottolandosi nella loro tradizionale posizione di difesa, che però non li protegge dall’essere investiti e schiacciati dai mezzi che sopraggiungono velocemente.

Purtroppo sono moltissimi i ricci vittime dei veicoli e sembra che da recenti studi i numeri di questo piccolo mammifero siano quasi dimezzati nei paesi europei, essendo già salito nella lista delle specie “quasi minacciate” dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) col rischio di passare presto al livello “vulnerabile”, vale a dire in pericolo.

Se possiamo, quindi, soprattutto nelle ore notturne in cui è facile incontrarli, cerchiamo di prestare attenzione e ridurre la nostra velocità, sicuramente entro i limiti, e se possiamo e non abbiamo fretta, anche di più, in modo da poter scorgere i ricci, rallentare e mantenendo le condizioni di sicurezza, frenare in tempo per evitare di investire gli animali.

Cerchiamo di mantenere sempre la distanza di sicurezza tra un veicolo e l’altro in modo da potersi fermare in tempo in caso di frenate improvvise dei conducenti che precedono la nostra vettura.

Piccoli gesti di attenzione con i quali riusciremo a proteggere i ricci ma anche altra fauna e altra vita che frequenta di notte le nostre strade, riducendo il numero di incidenti o quanto meno a contenerne gli esiti.

Antonello Marchese

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