Da una parte c’è la Piombino industriale: ferro, polvere e rumore. È la realtà dei padri sfiniti dai turni in acciaieria, delle case popolari di via Tolstoj e di un destino che sembra già scritto dal ritmo delle macchine. È un mondo ‘pesante’, concreto e sporco. Dall’altra parte c’è l’Isola d’Elba, che Anna e Francesca fissano dalla spiaggia: un miraggio vicino ma irraggiungibile. L’isola rappresenta il sogno, la bellezza pulita e la possibilità di una vita diversa. Per le due ragazzine, l’Elba è il simbolo di una libertà astratta che si scontra quotidianamente con la prigione di acciaio in cui sono nate. In sintesi, il contrasto è quello tra la sopravvivenza (la fabbrica) e il desiderio (l’isola), dove il mare non è una via d’uscita, ma il confine che separa la realtà dal sogno. (…) Così possiamo riassumere in termini tematici il bellissimo romanzo ‘Acciaio’ (Rizzoli, 2011) di Silvia Avallone e spiegare in parte forse anche quella prevalenza del Sì che vince all’Elba. Lo dice chi non ha votato qui perché residente all’Elba solo in estate e invece da sempre bresciano. In quella Brescia espressione da decenni della sinistra democristiana che unisce in uno storico filo ‘bordeaux’ immaginario Papa Montini a Martinazzoli, passando per l’impero bancario ‘bazoliano’ e per finire all’attuale ininterrotta prevalenza del centro sinistra alla guida della seconda capitale industriale italiana. L’Elba, immersa invece da sempre in un mare ‘rosso’, esprime connotazioni più conservatrici, specchio probabilmente di quello sviluppo legato alle imprese familiari turistiche nate nel dopoguerra (e a tutto l’indotto ad esse collegato), quindi della prima ora che con l’avvento del turismo appunto sganciarono Lo Scoglio dall’avanzante sistema para-industriale e politico, rappresentato a Piombino per anni dal complesso industriale Lucchini, guarda caso bresciano. Leggiamo però anche del libro (…) Silvia Avallone sta a Piombino come Roberto Saviano sta a Casal di Principe. Sta avvenendo, è strumentale, è mortificante, è falso. Io non conosco Piombino: ma ho letto il romanzo, e mi respinge profondamente l’idea che si possa frullare ad arte una serie di tematiche “calde” (adolescenza, cubiste, morti bianche, droga, maltrattamenti sulle donne, tramonto delle ideologie, omosessualità) per fare il colpaccio editoriale dell’esordiente che sbanca lo Strega. Ammantato, per di più, dell’aura della letteratura militante. (…) Sì, perché l’opera d’esordio molto controversa della Avallone fu finalista allo Strega, tanto per dirne una. Critiche molto dure allora sulle intenzioni della scrittrice, che lo scorso anno ha pubblicato un bellissimo nuovo romanzo dal titolo ‘Cuore nero’. Inoltre furono fatte molte osservazioni negative, come ad esempio un eccesso di cliché: alcuni critici e lettori ritennero che il libro abusasse di situazioni stereotipate, descrivendo un mondo giovanile e operaio basato più su luoghi comuni che su una reale indagine sociale e che nonostante la prosa sia spesso lodata, alcuni la percepiscono come forzata, ‘giovanilistica’ o poco fluida in certi passaggi. Accusarono poi la Avallone di insistere su contenuti ‘torbidi’: la rappresentazione della vita dei ragazzi fu definita da alcuni come troppo cinica, sessualmente esplicita o cupa senza vera necessità narrativa. Eppoi il finale e struttura: il finale è stato giudicato da una parte del pubblico come sbrigativo, poco incisivo o non all’altezza delle aspettative create nella prima parte del romanzo l’opera in sé di scarsa profondità e molti sottolinearono come, nonostante l’ambientazione forte (la fabbrica), il romanzo a volte rimanga in superficie, senza approfondire realmente la complessità delle dinamiche operaie o adolescenziali. Di fatto il libro ebbe un grande impatto, anche mediatico per l’epoca, dopo che il libro di Silvia Avallone fu finalista al Premio Strega 2010 classificandosi appunto al secondo posto con 129 voti, a pochissimi voti dal vincitore Antonio Pennacchi. Il romanzo, edito da Rizzoli e ambientato a Piombino riscosse un enorme successo, vincendo anche il ‘Premio Campiello Opera Prima’ e il ‘Premio Flaiano nel 2010’. Da esso fu tratto inoltre un film molto intenso, anch’esso non esente da critiche, anche se meno del libro. Il film è fu diretto da Stefano Mordini con nel cast principale il bravissimo Michele Riondino nel ruolo di Alessio. Vittoria Puccini ebbe il ruolo di Elena. Matilde Giannini e Anna Bellezza interpretarono rispettivamente le due protagoniste, Anna e Francesca. Lo stesso ‘robusto’ Mordini che poi diresse il particolare ‘Lasciami andare’ con un intenso Stefano Accorsi e quindi il celebrato ‘La Scuola cattolica’. Questo ultimo film fu tratto dall’omonimo romanzo vincitore del Premio Strega del 2016, scritto da Edoardo Albinati e ispirato a fatti realmente accaduti passati alla cronaca come il ‘Massacro del Circeo’. Il film ‘Acciaio’ invece fu presentato alla 69ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione ‘Giornate degli Autori’. Insomma, nel complesso un’opera importante che conferma come da certi spunti culturali e letterari, in alcuni casi come questo anche cinematografici, forse, se si hanno le giuste intenzioni scevre da pregiudizi e stereotipi quelli sì ineludibili nella cosiddetta ‘cultura dominante’, possiamo probabilmente darci anche spiegazioni plausibili volendo analizzare un risultato elettorale come quello elbano. Ove non si rispecchia la mera espressione ‘capitalistica’ messa a contrasto con quella ‘operaia e industriale’, ma forse quel qualcosa di più che ritroviamo nel finale di speranza sulla spiaggia elbana che alla fine la protagonista raggiunge. Il premio è promosso da Franco e Lucia Semeraro e dall’Hotel Gabbiano Azzurro. Condurrà la serata il prof. Angelo Filippo Rampini dell’Università di Brescia con la AI Liala. La Libreria Libri in Piazza, nella persona della sua titolare Brenda Lazzeretti, partecipa all’evento. Acquista l’opera premio realizzata dal maestro Lorenzo D’Andrea, Acqua dell’Elba, grazie al suo presidente arch. Fabio Murzi. Non mancherà l’omaggio del dott. Marcello Bruschetti di Enoglam EVO. Il premio vede il Patrocinio del Comune di Marciana Marina grazie alla sindaca Gabriella Allori, con la assessora alla Cultura Santina Berti e l’attiva partecipazione della ProLoco marinese, grazie al suo presidente Gianlorenzo Anselmi.
Jacopo Bononi-Presidente del Premio letterario la Tore isola d’Elba
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