All’Elba l’ amministrazione della giustizia sia civile che penale ha oggi sede nel tribunale di Livorno sezione distaccata,struttura ubicata in via Guerrazzi a Portoferraio

E’ amministrazione che ha una lunga storia alle spalle la quale affonda le radici nella fondazione stessa di Portoferraio e con questa s’intreccia.
Si può affermare che è così perché a Portoferraio sin dalla fondazione,avvenuta nella seconda metà del cinquecento, la giustizia civile e criminale (con questo termine nei secoli passati è chiamato il ramo penale della giustizia ) è sempre stata amministrata .
Lo attesta carta di archivio scritta nel novembre del 1738 dal governatore militare e civile di Portoferraio,Vincenzo Coresi del Bruno . La carta è una lettera scritta dal governatore per rivendicare e dimostrare la indipendenza totale del governo di Portoferraio insieme a quello di Livorno da tutti gli uffici e ministeri centrali fiorentini tranne che dalla Segreterìa di Guerra. Per affermare questa autonomia che a quell’epoca il suo governo sostiene di possedere, Coresi del Bruno elenca tutta un serie di vicende a partire dall’anno della fondazione: il 1548. Il governatore afferma che l’elenco di queste vicende è frutto di ricerche fatte nell’Archivio Segreto e nell’ Archivio Pubblico con “somma attenzione e diligenza “ dall’Auditore (giudice ) di quel tempo Belmer : è cioè frutto di una ricerca storico-archivistica eseguita nel 1738 .
La lettura di tale carta di archivio diviene così cronistoria riassuntiva dell’amministrazione della giustizia civile e criminale in Portoferraio dal 1548 fino al 1738.
La lettera infatti narra la vicenda dell’amministrazione della giustizia civile e criminale a partire dall’anno di fondazione di Portoferraio,il 1548 , quando Cosimo nomina Commissario e Governatore di Cosmopoli Francesco Antonio da Montauto a cui poi succede con le stesse funzioni, nel 1553, Agnolo Guicciardini :
“…circa l’anno 1548 detto Stato di Piombino fu dall’Imperatore Carlo V posto nelle mani e sotto l’amministrazione della Gloriosa Memoria di Cosimo de’ Medici .allora Duca di Firenze, che mandò Commissario e Governatore nell’Isola dell’Elba Francesco Antonio da Montauto,detto il Signorotto e nel 1553 Agnolo Guicciardini al tempo del quale fu terminato di fortificare Portoferraio…”
(Lettera del Governatore Giovanni Vincenzo Coresi del Bruno 3 novembre 1738.”Negozi di Governo di Livorno e di Portoferraio 1704-1738” Inserto n°28 anno 1738 ;”fogli riguardanti e contenenti l’indipendenza che hanno i Governi e Tribunali di Livorno e Portoferraio da ogni altro, fuori che dalla Segreteria di Guerra”. Archivio Mediceo, Filza 1807.Archivio di stato di Firenze)
Tutta L’Elba fino al 1548 è sotto il dominio giuridico amministrativo dello stato di Piombino, principato della famiglia Appiani: fino a questo anno ,in tutta l’Elba,in materia di giustizia civile e criminale, sono applicante le leggi del principato di Piombino.
Dall’imperatore Carlo V nel 1548 tutta l’Elba è“ posta nella mani e sotto l’amministrazione “di Cosimo I de Medici .
Il duca fiorentino amministra tutta l’Elba tramite suoi ministri inviati sull’isola .
Essi riuniscono in sè la funzione di governatore e commissario, cioè di controllo del governo dell’armi in quanto governatori ,controllo del governo della giustizia civile e criminale e dell’amministrazione civile ,in quanto commissari.
Sono governatori militari e civili.
Sono la massima autorità civile e militare e amministrano la giustizia in campo militare e in campo civile.
Costoro applicano per amministrare le stesse leggi e norme presenti in Firenze sia in campo militare che in campo civile.
Per i militari della guarnigione sono le leggi militari , per i civili abitanti dell’Elba sono le leggi fiorentine del principato mediceo e non più quelle del principato di Piombino.
La funzione commissariale concessa da Cosimo ai primi suoi ministri inviati sull’isola, Antonio da Montauto detto il Signorotto ed ad Agnolo Guicciardini è quella di legislatore e giudice locale e,per questo, tengono le chiavi delle porte della città di Portoferraio. Assumendo tale carica hanno giurato fedeltà nelle mani del duca Cosimo.
Provengono da Firenze e ben conoscono il corpo di leggi civili fiorentine volute da Cosimo.
In Firenze,abolita la Signorìa e così anche i consigli della repubblica ,Cosimo li sostituì con una amministrazione tutta su lui incentrata servendosi per questa sua azione politica di persone di fiducia da lui direttamente nominate anche fuori della cittadinanza fiorentina.Per i problemi giurisdizionali iniziò a nominare come consulenti giureconsulti di chiara fama spesso forestieri. Istituendo il principato mediceo creò nuovi organi legati al mutamento del regime quali la Pratica Segrete di Firenze e con questi organi nascono nuove figure istituzionali quali quelle dell’Auditore ,una carica di consigliere legale del principe che esamina le suppliche presentate dai sudditi e si occupa altresì della concessione dei benefici ecclesiastici .All’Auditore nei vari vicariati in cui Cosimo ha suddiviso il territorio è consegnato l’ufficio di esercitare la giurisdizione criminale e civile e al podestà solo quella civile nelle varie podesterìe .A Firenze la giurisdizione penale è affidata agli Otto di Guardia e Balia .Nel 1543 Cosimo istituisce la figura dell’Auditore Fiscale e così il controllo delle sentenze criminali passa a questo alto magistrato che diviene il regolatore del sistema giudiziario penale del principato.
Tutte le sentenze,in ogni caso, diventano tutte esecutive solo dopo la approvazione di Cosimo.
Cosimo Primo secondo duca di Firenze e primo Granduca di Toscana è stato legislatore prolifico e attento.
(Vedi”LE LEGGI DI COSIMO.Bandi stututi provvisioni del primo Granduca di Toscana.”Pubblicato da Società Bibliografica Toscana Torrita di Siena 2019.Stampato dalla Tipografia del Consiglio Ragionale della Toscana 2019)
La giustizia durante il principato di Cosimo Primo de’ Medici (1537-1574) fu caratterizzata da una profonda trasformazione, passando da un sistema repubblicano a un modello accentrato e assolutistico, dove l’amministrazione della legge divenne uno strumento fondamentale per il consolidamento del potere ducale. Cosimo si atteggiò a restauratore dell’ordine, utilizzando la giustizia per controllare lo Stato, spesso in modo duro e inesorabile.

A questo proposito, scrive Mario Ascheri che il principe Cosimo ha capito che con le leggi si governa
“….La guerra faceva vincere e sopravvivere, se del caso. La giustizia faceva governare e operare superando le mille difficoltà quotidiane, dall’esterno e dall’interno dello Stato: e non a caso era oggetto privi
legiato dell’iconografia pubblica. Perciò la legislazione fu preoccupazione precoce e precipua di Cosimo, che peraltro si affermò circondato da personaggi autorevolissimi come Francesco Guicciardini che, non dimentichiamolo, fu oltreché un influente politico del ceto dirigente fiorentino anche un giurista notevole…”
(Cfr pg 25 di “Cosimo I legislatore tra emergenze di governo e grandi progetti Normative ‘classiche’, regole per i nobili e per lo Stato Nuovo di Siena” Mario Ascheri. In ”Le leggi di Cosimo.Bandi statuti provvisioni del primo granduca di Toscana”Idem come sopra )
Oltre a Francesco Guicciardini,un altro Guicciardini,Angelo,è ministro di Cosimo dal 1553 in Cosmopoli dove ricopre carica di commissario e governatore di Portoferraio fino al 1556 quando con le stesse funzioni gli succede Jacopo Attavanti :
“…nel fine del 1556 fu eletto successore al Guicciardini, Domenico di Jacopo Attavanti, Commissario e Governatore al cui tempo per trattato stabilito in Londra nel dì 29 maggio 1557,fu stabilita fra il re Filippo 2° di Spagna et il Sig.re di Piombino Giacomo VI Appiani la restituzione di detto Stato ,con questo però,che fosse il suddetto Cosimo reintegrato delle spese fatte ,con ordine dell’Imperatore nella conservazione dell’istesso e con la condizione fra l’altro che rimanesse al medesimo Duca Portoferraio con i Castelli ed edifizi fattivi e due miglia di termine intorno a detto Porto per comodo della popolazione di quello…”
(Lettera del Governatore Giovanni Vincenzo Coresi del Bruno 3 novembre 1738.”Negozi di Governo di Livorno e di Portoferraio 1704-1738” Inserto n°28 anno 1738 ;”fogli riguardanti e contenenti l’indipendenza che hanno i Governi e Tribunali di Livorno e Portoferraio da ogni altro, fuori che dalla Segreteria di Guerra”. Archivio Mediceo, Filza 1807.Archivio di stato di Firenze)
Dal 1548 fino al 1557,anno di stipula del trattato di Londra, lo stato di Piombino, con tutta l’Elba ,è dall’imperatore Carlo V “ posto nella mani e sotto l’amministrazione “di Cosimo che governa tramite suoi ministri . Come sopra accennato questi ministri riuniscono in sè la funzione di governatore e commissario, cioè di governo dell’armi per quanto concerne la carica di governatore e di governo della giustizia criminale e civile per quanto concerne e riguarda la carica di commissario.
Costoro applicano per amministrare la giustizia le stesse leggi e norme presenti in Firenze.
MARCELLO CAMICI

