Problemi scuola, troppe gite e troppi costi per le famiglie

Una mamma: “Tra spese e orari impossibili mio figlio resta a casa. Niente assenza”

Una mamma della scuola primaria di Portoferraio rompe il silenzio e affida il suo sfogo alla stampa per denunciare una situazione che, a suo dire, sta diventando insostenibile per diverse famiglie. Al centro della questione, la frequenza delle uscite didattiche: almeno due volte a settimana, spesso programmate il giovedì e il venerdì, in giorni e orari che – secondo quanto riferisce la madre – non coincidono con il normale orario scolastico del proprio figlio, che rientra il martedì e il mercoledì fino alle 16. «Nel mio caso specifico – racconta – ho l’impossibilità economica e logistica di accompagnare e riprendere mio figlio all’ATL la mattina alle 7:40, quando alle 7:30 devo portare la sorellina allo scuolabus. E lo stesso problema si ripresenta al momento del ritiro». Oltre alla questione organizzativa, pesa quella economica. Le uscite, spiega la mamma, comportano costi aggiuntivi per il trasporto con pullman ATL, per eventuali pranzi fuori e per l’ingresso a musei o altre strutture. «Io quest’anno ho richiesto lo scuolabus perché non ho più un’auto personale. Non posso permettermi queste spese continue». Ad esempio, era prevista una gita al costo di 8 euro per il pullman. «Mio figlio non potrà andare a scuola non per scelta sua, ma perché non siamo in grado di sostenere queste spese e questa organizzazione». La richiesta rivolta alla dirigente e ai docenti è chiara: non segnare l’assenza al bambino. «L’alunno, sarebbe andato volentieri a scuola. Non può farlo per motivi economici e familiari, non per volontà sua». Uno sfogo apre il dibattito sul tema delle uscite didattiche inclusione e sostenibilità per tutte le famiglie

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