Documento conservato nell’archivio storico di Portoferraio di archivio (quattro fogli) datato 1791, chiarisce cosa è accaduto dopo il 1784 anno nel quale il Provveditore dell’ospedale civile della Misericordia , don Michele Ciummei , dichiara alla magistratura comunitativa ferraiese che non ha più soldi per andare avanti per pagare il mantenimento del’ospedale civile della Misericordia detto anche di S Cristino ormai da molti anni in dissesto economico.
Il documento è costituito da quattro carte. E’ interessante ed importante perché fa sapere che alla data del 1787 l’ospedale civile della Misericordia. sito nella salita dei Mulini, è già chiuso ed abbandonato e che ,con un Biglietto della Real Segreteria , è stato ordinato di accorparlo a quello del Carmine fino ad allora ad uso esclusivo dei militari,sito accanto alla chiesa del Carmine .L’accorpamento comporta il pagamento da parte della magistratura comunitativa di una tassa giornaliera di lire 1.3.4 per ogni malato ricoverato .In questa tassa sono compresi anche i malati ricoverati non paesani .
L’ordine contenuto nel Biglietto della Real Segreteria non si realizza per l’opposizione della magistratura comunitativa di Portoferraio perché non vuole contribuire alla spesa per il ricovero di malati non paesani in quanto ciò comporta “uno sconcerto nella sua economia”
Il documento porta la data del 27 maggio 1791 ed è un resoconto sull’ospedale civile della Misericordia che Francesco Benedetto Marmorai ,umilissimo servo e suddito, Soprassindaco della Camera delle Comunità in Firenze, fa al granduca .
Il resoconto si trova conservato nelle carte dell’archivio storico di Portoferraio in quanto girato all’auditore (giudice)di Portoferraio che è anche cancelliere della magistratura comunitativa perché “dica il suo sentimento” sulla soluzione che il Marmorai prospetta per risolvere l’opposizione della magistratura comunitativa di Portoferraio al mantenimento dei malati non paesani ricoverati. Il Marmorai prospetta al granduca la soluzione di “ripartire tutta la spesa dello Spedale sopra tutti i malati intervenuti nel medesimo o Militari o Paesani o Forestieri a ragione di teste e di giorni e che la Comunità dovesse rimborsare l’ospedale di qualche imposta per la conservazione di tutte le teste e giorni per i malati paesani e forestieri.Così piacendo parrebbe conveniente che la Comunità avesse la facoltà di sovvenire i malati o Paesani o Forestieri nelle loro abitazioni senza darli all’Ospedale ,di scegliere lo Speziale (medico ) a suo piacimento e di riversare a fine anno l’amministrazione dello spedale ed il calcolo del reparto suddetto”
La soluzione prospettata dal Marmorai viene accettata dalla magistratura comunitativa di Portoferraio .
L’ospedale civile della Misericordia accorpato a quello militare del Carmine porta alla nascita di un unico nuovo nosocomio ad uso sia dei civili che dei militari sia dei malati paesani che non paesani.
Nel 1791 è sorto cioè l’Ospedale Civile Elbano. Chiamato “Civile” per marcare che quello militare del Carmine è scomparso dopo l’accorpamento con quello civile della Misericordia. L’ immobile di tale ospedale è ancora oggi presente in Portoferraio in via Victor Hugo , ed è predecessore dell’attuale presidio ospedaliero sito in S Rocco.
Ma il debito accumulato dall’ospedale civile della Misericordia permane nel nuovo Ospedale Civile Elbano . Grava ancora nel 1816 a carico delle magistrature comunitative elbane (Vedi “Ospedale degli Infermi e debito pubblico” da pagina 119 a pagina 130 in “Storia di Portoferraio e dell’Elba dal 1815 al 1818 attraverso documenti di archivio”Marcello Camici. Marchetti editore Pisa. 2017)
Questa la trascrizione integrale dell’intero documento di archivio del 27 maggio 1791 :
“ ALTEZZA REALE
In resoluzione del progetto che era stato fatto di riunire all’attuale ospedale militare di Portoferraio l’altro Civile della Misericordia già chiuso ed abbandonato fu ordinato con Biglietto della Real Segreteria di Firenze di 4 agosto 1787 che senza pensare per allora senza ad alcuna spesa di in gradimento di Fabbrica per variazione del sistema di amministrazione di detto spedale Militare il medesimo dovesse ricevere i malati paesani mediante la tassa di spesa di Lire una .3.4 il giorno per ciascun malato da corrispondersi dalla Cassa della Comunità di Portoferraio all’ospedale Militare.
Fu ordinato altresì col prefato Biglietto che la Comunità consegnasse all’ospedale Militare i letti mobili ed utensili dell’ospedale Civile e concertasse il metodo per la deposizione della tassa indicata erogando gli assegnamenti annui di detto Ospedale Civile nel pagamento della medesima E siccome poteva dubitarsi che tali assegnamenti non fossero sufficienti a supplire a detto peso venne per questo incaricato il Soprassindaco di verificare e di dar conto di quel di più che sarebbe importato il totale della tassa in questione.
Con mia partecipazione del primo ottobre del 1788 che la divisata Comunità per soddisfare la tassa di cui si tratta si era Dall’entrata dello Spedale Civile detratta la ( ) degli obblighi e legati e già nel corso di un anno era in disborso del proprio di Lire 1968 per la dependenza comunicata,
E con Rescritto de 5 novembre 1788 fu accordato alla Comunitò suddetta una sovvenzione di L 400 per una sol volta dalla Cassa della Dogana di Livorno sul prodotto del Canone della Tonnara.
Premesso tutto ciò ed in obbedienza alla Commissione de febbraio 1791 sono in dovere di render conto all’A.V.R. del rappresentante Governante di Portoferraio che reclama l’ingiunta deliberazione fatta dal Magistrato di quella Comunità fatto de 8 gennaio 1791 con cui ha determinato di non ammettere a spese della Comunità di malati forestieri nello Spedale.
Dalla compiegata informazione di 3 maggio 1791 risulta che il Magistrato della Comunità crede di non doversi mantenere nello Spedale Militare i malati forestieri e di reflesso il Sovrano Ordine del 4 agosto 1787 do doversi farsi pagar la tassa giornaliera di Lire 1.3.4 per malato paesano.
E qualora si volesse estendere l’onere predetto a favore dei dei malati non Paesani, in questo caso la Comunità risentirebbe uno sconcerto nella sua economia.
Poiché rileva il Magistrato che l’Entrata dello Spedale Civile ascende a Lire circa 370 al netto dei Legati Pii e gli assegnamenti della Comunità in qualche anno restano superati dalle partite uscita tra le quali vi è quel di più che la comunità spende ora per i malati Paesani che si fa ascendere a circa Lire 3300 .
Onde se alla partite attuali di uscita deve aggiungersi anche il peso del mantenimento dei malati forestieri che si reputa non indifferente nella circostanza che potrebbero profittarne gli abitanti nelle vicine maremme ,converrebbe ricorrere ad una imposizione con aggravio dei contribuenti attesa la scarsa rendita degli effetti.
L’Auditore Cancelliere con l’annessa de 3 maggio 1791 conviene nella ragioni esposte dal Magistrato né ha da suggerire alcun mezzo per trovare gli assegnamenti per il mantenimento dei Malati Forestieri conforme non riuscito di trovarli in altre simili circostanze attesa la mancanza in quel paese di Luoghi Pii o altre amministrazioni capaci di contribuire a tale oggetto.
Non credo che si posa dispensare la Comunitò dal pagare i Malati Forestieri che debbono essere ammessi nello Spedale con più diritti dei Paesani giusto perché sono Forestieri cioè mancanti di parenti e di abitazione propria.
Temo che sia gravosa la tassa di quattordici crazie il giorno anche per gli adulti come lo è certamente per i parvoli. Onde il mo sentimento sarebbe che derogando gli ordini già dati, si dovesse ripartire tutta la spesa dello Spedale sopra tutti i malati intervenuti nel medesimo o Militari o Paesani o Forestieri a ragione di teste e di giorni e che la Comunità dovesse rimborsare l’ospedale di qualche imposta per la conservazione di tutte le teste e giorni per i malati paesani e forestieri
Così piacendo parrebbe conveniente che la Comunità avesse la facoltà di sovvenire i malati o Paesani o Forestieri nelle loro abitazioni senza darli all’Ospedale ,di scegliere lo Speziale a suo piacimento e di riversare a fine anno l’amministrazione dello spedale ed il calcolo del reparto suddetto
Rimettendomi
E profondamente inchinato al Sovrano Trono mi prostro
Di Vostra Altezza Reale
Dalla Camera delle Comunità 27 Maggio 1791
Umilissimo Servo e Suddito
Francesco Benedetto Marmorai
L’Auditore di Governo di Portoferraio dica il suo sentimento 14 luglio 1791 “
(Filza “Istanze e negozi della comunità dal 1795 al 1798”C30.
Carta senza numero di pagina.Archivio della comunità di Portoferraio 1554-1800. Carteggio magistrale.Archivio storico del comune di Portoferraio)
MARCELLO CAMICI





