Una giornata all’insegna dello sport e dell’inclusione sociale quella andata in scena al palazzetto dello sport, dove si sono incontrati i Dolphins Elba Baskin, l’Audace Under 17 e i ragazzi della Fondazione Exodus. Non un semplice allenamento o una visita di cortesia, ma un vero laboratorio di integrazione capace di unire esperienze e percorsi diversi. Protagonista il Baskin, disciplina pensata per far giocare insieme persone con e senza disabilità, che si è rivelata ancora una volta uno strumento efficace per abbattere le barriere e valorizzare le capacità di ciascuno. In campo, infatti, si sono ritrovati giovani calciatori e ragazzi impegnati in percorsi di recupero, condividendo regole e obiettivi comuni. Significativa anche la presenza di Tommaso Giani della FIGC, che ha sottolineato come l’integrazione non conosca confini né appartenenze, ma rappresenti un valore universale. L’apertura del mondo del calcio a esperienze multidisciplinari è un segnale importante di crescita e maturità sportiva. Per i ragazzi dell’Audace Under 17 si è trattato di un momento di confronto autentico, capace di lasciare un segno profondo: incontrare storie e vissuti diversi ha rappresentato una vera lezione di vita, ben oltre il risultato di una partita. Fondamentale il contributo della Fondazione Exodus, che con il suo impegno educativo ha portato al centro dell’iniziativa temi come la solidarietà, il riscatto sociale e il valore dell’attività sportiva come strumento di inclusione.



