– 30% di emissioni nelle prossime gare, la richiesta all’ART

I criteri minimi ambientali per i collegamenti per le isole del Mediterraneo

Come espresso nella recente consultazione pubblica, Cittadini per l’aria e la rete Facciamo Respirare il Mediterraneo (alla quale ha aderito anche Legambiente Arcipelago Toscano), chiedono all’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) che i nuovi contratti di servizio di continuità garantiscano un miglioramento delle prestazioni ambientali di navi e traghetti, riducendo almeno del 30% le emissioni di CO2 rispetto allo stato attuale e che le navi non utilizzino gli scrubber, un sistema che consente agli armatori di risparmiare sul costo dei carburanti a spese, però, dell’ecosistema marino. Abbiamo flotte di navi vecchie o vecchissime, e difatti l’Italia si è piazzata al primo posto in Europa per emissioni di CO₂ derivanti da questi viaggi: lo ha evidenziato da ultimo anche lo studio dell’associazione Transport & Environment (T&E), appena pubblicato.

Eppure, spiega T&E, la prospettiva dell’elettrico è una soluzione fattibile e competitiva, in particolare per il nostro Paese: sarebbe già oggi tecnologicamente possibile ed economicamente conveniente l’elettrificazione di un traghetto italiano su quattro e, al 2035, del 77% di tutte le rotte. In questo contesto, l’appello è di sfruttare le imminenti gare per le tratte di collegamento tra isole per favorire società meno inquinanti. Il cambiamento è estremamente necessario, mentre anche a livello regionale si lavora all’assegnazione di contratti di servizio per le isole minori.

Nel nostro Paese – lo ricordiamo – l’inquinamento atmosferico causa oltre 70.000 morti premature all’anno, posizionandoci al primo posto nell’Unione Europea per decessi attribuibili a smog (PM2,5, NO2, O3). La Commissione Europea continua a monitorare la situazione, con un rischio persistente di nuove sanzioni pecuniarie. All’inizio del 2026, l’UE ha intimato formalmente all’Italia di adeguarsi al Piano Nazionale di Controllo dell’Inquinamento Atmosferico in base alla Direttiva 2016/2284 dando due mesi di tempo per effettuare l’aggiornamento, pena un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia.

“Si prenda almeno questa occasione – l’aggiornamento del Piano Nazionale di Controllo dell’Inquinamento Atmosferico e i nuovi limiti agli inquinanti stabiliti dalla Direttiva sulla Qualità dell’aria 2024/2881 – per pianificare e implementare l’elettrificazione di quante più tratte possibili e per migliorare le prestazioni ambientali delle navi passeggeri e Ro-Ro (adibite al trasporto di auto/camion) che servono le isole per la continuità territoriale, garantendo agli isolani libertà di accesso alla terraferma senza avvelenare acque e aria”, commenta Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria.

L’Associazione denuncia che i controlli sulle emissioni dei traghetti sono pochi, seguono uno schema che ne facilita l’evasione e non usano – come invece fanno gli altri porti europei – sistemi di monitoraggio da remoto che permettono l’intercettazione delle navi con emissioni fuori norma. L’elettrificazione delle banchine per le navi tradizionali è ancora lontana, così come lo è l’adeguamento delle navi per l’allaccio.

Ad oggi, i bandi per le rotte di continuità sono quasi del tutto privi di criteri ambientali premianti, o escludenti, che possano effettivamente spingere gli armatori a investire su nuovi traghetti con prestazioni ambientali migliori. Citiamo solamente l’esempio dell’isola d’Elba: “Una rotta facilmente elettrificabile, dove il bando per la continuità territoriale marittima, dal valore stimato di circa 789 milioni di euro per 12 anni, si è appena concluso con la partecipazione di un unico soggetto: la Toremar, attuale gestore di proprietà del Gruppo Onorato (Moby), con mezzi vetusti che vanno da un minimo di 20 a un massimo di 46 anni di servizio”, sottolinea Lisa Ardita, Presidente di Legambiente Arcipelago Toscano.

“Elettrificare le tratte dei traghetti è una delle soluzioni più efficaci, potenziando le fonti da energie rinnovabili per evitare di trasferire altrove le emissioni tossiche e climalteranti. A Livorno potrebbe essere gestito con questa metodologia il collegamento giornaliero con l’Isola di Capraia, inferiore alle 3 ore”, aggiunge Luca Ribechini, Presidente Livorno Porto Pulito.

Su questo punto nelle osservazioni presentate all’ART si legge: “Occorre prevedere la opzione di elettrificazione delle tratte brevi e quindi della necessità di: a) prevedere tempi relativamente lunghi nell’elaborazione del bando per consentire le verifiche tecniche e sulle infrastrutture portuali (ai fini della predisposizione della stazione di ricarica a terra) e, ove il contratto abbia una scadenza maggiore ai 5 anni,

una modulazione nel corso del contratto che imponga la modifica del naviglio ai fini della progressiva elettrificazione dello stesso, ciò in particolare in riferimento ai bandi sulle tratte brevi a zero emissioni per tratte individuate come praticabili per l’elettrificazione (es. ELBA, Maddalena, Capri, Ischia, Giglio e Capraia ecc.)”.

Il peso enorme delle emissioni navali in Italia si evince anche dai dati del registro CEIP tenuto dall’EMEP (European Monitoring and Evaluation Programme) che, per il 2023, evidenzia come al trasporto marittimo in Italia sia riconducibile rispettivamente oltre la metà delle emissioni di black carbon, poco meno della metà delle emissioni di PM 2.5 e circa un terzo degli ossidi di azoto (NOx) di tutte le emissioni a livello europeo da questa fonte.

“I porti sono soffocati dai NOx. Uno studio ISDE (Medici per l’ambiente) con dati ARPA ha mostrato che le città peggiori sono Napoli, Palermo e Genova. Recenti studi stimano l’eccesso di mortalità imputabile a NOx e PM2.5 come derivanti dalle navi. La completa elettrificazione di tutte le tratte per le quali è possibile può contribuire a ridurre gli inquinanti atmosferici in porto e anche i rumori dei motori diesel delle navi, anch’essi causa di malattie importanti”, spiega Enzo Tortello Presidente Comitato Tutela Ambientale Genova Centro-Ovest.

“Il Porto di Napoli ospita navi da crociera e traghetti per le isole di Capri, Ischia e Procida. Non può sopportare la mancata adozione di misure volte alla riduzione degli inquinanti provenienti dal traffico navale. Occorre adottare immediatamente politiche che siano volte all’ammodernamento dei natanti e alla drastica riduzione delle emissioni”, aggiunge Gennaro Esposito, Comitato Vivibilità Cittadina Napoli.

L’Associazione Cittadini per l’aria, con le associazioni e i comitati che fanno parte della rete Facciamo Respirare il Mediterraneo:

Forum Ambientalista – Civitavecchia,

Associazione AmbienteVenezia,

Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune,

Comitato Palermo Che Respira,

Comitato Porto-Città di Ancona

Circolo Territoriale VAS APS Onlus,

Comitato Tutela Ambientale Genova Centro Ovest

Eco Istituto di Reggio Emilia e Genova

Associazione Livorno Porto Pulito –

Comitato Vivibilità Cittadina di Napoli

Legambiente Arcipelago Toscano APS

Rete Ambiente Altro Turismo La Spezia

Cittadini per l’aria è un’associazione no profit fondata a Milano nel 2015. Difende il diritto di ogni persona a respirare aria pulita attraverso la ricerca scientifica partecipata, l’advocacy istituzionale e l’attivismo legale. In Italia l’inquinamento atmosferico causa ogni anno decine di migliaia di morti premature — un’emergenza sanitaria e ambientale che non può essere ignorata. Cittadini per l’aria costruisce reti tra cittadini, associazioni, amministrazioni pubbliche e imprese; monitora i livelli di inquinamento con campagne di citizen science; e si batte nelle aule di giustizia perché respirare aria salubre sia riconosciuto come un diritto esigibile.

 

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