L’ex-caserma “Teseo Tesei” costruita nel 1930 impiegò per essere tirata su più di cento persone. Ha avuto nel tempo un significativo ruolo, come tutti sappiamo, per aver ospitato la Scuola Sottufficiali della Marina Militare e la Scuola Allievi Finanzieri, fino al settembre 1999. Oggi, a distanza di 27 anni, quell’immobile demaniale aspetta doverosamente qualche risposta per essere riutilizzato come bene della Città. Ci sono stati vari timidi interrogativi su come utilizzare quel bene, svaniti prima ancora di essere posti a chi avrebbe potuto realizzarli. Quel bene ha bisogno, a prescindere da cosa ci si vorrà fare, di un atteggiamento più determinato, per realizzare qualcosa di ambizioso per Portoferraio. Sembra che il destino di quel bene sia segnato da tempo: rimanere così! Non è certo una bestemmia dire che quel bene demaniale va restituito alla nostra comunità. Le istituzioni, nessuna esclusa, sono chiamate coraggiosamente a collaborare tra loro per evitare, non solo lo squallore ed il degrado, ma per ridare a quel grande contenitore una nuova funzione adatta al nostro tempo, o no?
Penso che quello che accadde in un incontro nel novembre 2022, (con successivi contatti fino all’aprile dell’anno successivo), tra il Comune di Portoferraio, la Regione Toscana, le tre Università toscane di Siena, Pisa e Firenze, l’Agenzia del Demanio-Ufficio di Livorno ed il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, per valutare il possibile utilizzo di percorsi didattico-scientifici di livello universitario aperto alla partecipazione di studenti provenienti da altre università italiane e straniere, per esempio, debba essere ripreso. Tutti i cittadini di Portoferraio e gli elettori che hanno votato le tre liste elettorali l’otto ed il nove giugno 2024, nonché anche chi a votare non c’è andato, sarebbero concordi e felici nel rivedere quell’immobile, in qualche modo, restaurato e riqualificato in coerenza con l’area di pregio dove è insediato. Evitiamo che davanti ad una spiaggia tra le più belle al mondo, quel colosso che si alza in cielo cada piano piano a pezzi. Tiriamolo fuori dal catalogo dei patrimoni dormienti di questa Città! Il consiglio comunale di Portoferraio si ritenga convocato “permanentemente” per dare alla Città un risultato straordinario, finché non si arrivi ad un’ ipotesi concreta. Si chieda un contributo di idee anche ai nostri architetti: è doveroso! Venga coinvolto il modo economico, quello del lavoro e quello ambientalista. La questione, nessuno lo vuol nascondere, è di quelle complesse, ma anche di quelle che, se risolte, lasciano il segno.

